Annullato l'Europride a Belgrado. "Si tratta di una violazione di un diritto fondamentale"

L'europride, previsto a Belgrado dal 12 al 18 settembre, è stato annullato. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato la decisione di cancellare la celebrazione durante una conferenza stampa.

La rabbia degli organizzatori

I membri dell'Associazione degli organizzatori dell'European Pride hanno scelto la capitale della Serbia tre anni fa per ospitare l'evento annuale. Ma Vucic ha detto che la crisi con il vicino Kosovo e vari problemi economici rendono impossibile la celebrazione.

"La parata dell'orgoglio, o comunque vogliate chiamarla, prevista per settembre, sarà rinviata o cancellata", ha affermato Vucic.

"Non lo dico perché ne sono felice. Lo dico perché a questo punto non possiamo ospitarla, quando abbiamo la questione Open Balkan (zona economica condivisa con l'Albania e la Macedonia del Nord, ndr) e una grave crisi in Kosovo che non svanirà prima della fine di ottobre, e che anzi, temo si aggraverà".

Immediata la reazione del coordinatore dell'evento, Marco Mihailovic, che afferma che "Lo Stato non può cancellare l'Europride - può solo cercare di vietarlo, il che sarebbe una chiara violazione della Costituzione".

"La marcia si svolgerà come previsto il 17 settembre", ha affermato.

"Una violazione dei diritti"

Nonostante la Serbia sia uno dei pochi Paesi ad avere una prima ministra gay, Ana Brnabic, le precedenti edizioni del pride sono state macchiate dalla presenza di manifestanti anti gay e da un massiccio intervento delle forze dell'ordine.

Gli organizzatori dell'EuroPride hanno detto che spetta alle autorità serbe garantire la sicurezza contro i "bulli" che minacciano la marcia.

La presidente degli organizzatori dell'European Pride Kristine Garina ha esortato Brnabic a onorare la promessa di sostenere l'evento.

"Il Presidente Vucic non può cancellare l'evento di qualcun altro", ha dichiarato Garina.

"Il diritto di organizzare il Pride è stato dichiarato dalla Corte Europea dei Diritti Umani un diritto umano fondamentale".