Ansia su terza dose ai prof. Speranza mette ordine: "Priorità agli over60"

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- (Photo: KONTROLAB via KONTROLAB/LightRocket via Getty )
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Presto che è tardi: le seconde dosi del vaccino anti-Covid sono lontane, le terze vanno programmate. A cominciare, dal 20 settembre, sono stati gli over 80, il personale e gli ospiti delle Rsa. Poi, in base alle circolari ministeriali, professionisti della sanità, fragili e over 60. Dopo la richiesta del ministro dell’Istruzione Bianchi, una delle prossime chiamate potrebbe riguardare gli insegnanti, immunizzati già nei primi mesi dell’anno.

Il corpo docente rappresenta una categoria ad “alta priorità” per due motivi. Il primo è costituito dalle particolari condizioni di lavoro, che li portano a stretto contatto con classi composte solo in parte da studenti vaccinati (si ricordi, per esempio, che per gli under 12 il vaccino non è ancora stato approvato, ndr). ll secondo motivo è rappresentato dal fatto che buona parte delle seconde dosi sono state somministrate ai professori tra maggio e giugno. Tradotto: tra circa 15 giorni, molti di loro dovrebbero essere idealmente posti “in corsia preferenziale” per ricevere la terza dose, poiché il periodo di 6 mesi è quello più indicato dalle case farmaceutiche come il limite di efficacia massima del vaccino.

Da Pfizer a Moderna, da AstraZeneca a Johnson & Johnson: tutte si dicono favorevoli alla terza dose. Se trascorsi sei mesi la protezione per le forme gravi della malattia risulta ancora valida, una terza dose potrebbe garantire una maggiore protezione anche dalle forme lievi della malattia. La maggior parte degli insegnanti nel nostro Paese è stato immunizzato col AstraZeneca il cui ciclo completo - in base alla sorveglianza condotta in Inghilterra su un ampio campione di popolazione rispetto alla variante Delta - garantisce un’efficacia del 67% (era del 74,5% contro la variante Alfa). Una singola dose invece si ferma al 30%. Un fattore importante è costituito anche dall’età del soggetto vaccinato

Con l’arrivo della stagione invernale, la variante Delta Plus che corre in Uk e la risalita degli indicatori del contagio (questa settimana il bollettino Iss-Ministero della Salute segnalava un balzo dell’Rt a 0,96 e un aumento dell’incidenza nazionale a 46 casi per 100 mila abitanti, ndr), la scuola è sotto la lente d’ingrandimento. L’obiettivo della campagna di richiamo è generare una risposta immunitaria più ampia così da proteggere insegnanti, alunni e famiglie dalle eventuali recrudescenze del virus.

“Dobbiamo correre con le terze dosi anche per i più giovani, soprattutto gli immunizzati con AstraZeneca [...] Stiamo per pubblicare uno studio di Giovanni Corrao, professore di Statistica medica all’università Bicocca di Milano, da cui emerge che l’immunità nei vaccinati con AstraZeneca cala più rapidamente rispetto a quella nei pazienti protetti con Pfizer o Moderna. In base a questi dati dico agli over 60 che hanno ricevuto AstraZeneca di sbrigarsi con la terza dose, se sono già trascorsi 6 mesi dall’ultima iniezione. E vanno coinvolti anche gli under 60 e gli insegnanti immunizzati con questo farmaco. Mi auguro che il ministero della Salute ci autorizzi a farlo presto”, ha detto negli scorsi giorni Guido Bertolaso, coordinatore della campagna di vaccinazioni lombarda, intervistato dal Corriere della Sera.

L’epidemiologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud-Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata, ha commentato all’HuffPost le parole di Bertolaso: “Sono convinto della bontà di quest’affermazione. Ci sono dati ufficiali che fanno riferimento a Johnson&Johnson, vaccino assimilabile ad AstraZeneca in quanto anch’esso a vettore virale, che mostrano come a tre mesi dal vaccino molti soggetti monitorati mostrassero una riduzione della protezione anticorpale”.

“Tenendo conto del fatto che AstraZeneca che ripetiamo, proprio come J&J è un vaccino a vettore adenovirale, è stato somministrato non solo agli over 60 ma anche a under 60 che fanno parte di categorie particolarmente esposte come il corpo docente, ritengo sia utile procedere con un terzo dosaggio al più presto. Eventualmente anche in modalità eterologa con vaccino a mRNA, che tra l’altro ha dimostrato di essere scelta efficace, sicura ed in grado di generare una risposta immunologica più completa”, aggiunge l’immunologo.

Presidi e sindacati dicono la loro. “I dati dei contagi nelle scuole sono in aumento, il virus sta riprendendo a diffondersi. Facciamo appello agli insegnanti che ancora non si sono vaccinati, che sono pochissimi, affinché si vaccinino e a tutti i docenti affinché si vaccinino, appena sarà possibile, con la terza dose. Chiediamo anche che i ragazzi più grandi continuino a dare il buon esempio vaccinandosi, come hanno fatto finora”. È l’appello lanciato all’Ansa da Mario Rusconi, presidente dei presidi di Roma. “La percentuale di studenti vaccinati è insperata: dimostra che la scuola ha influito positivamente, a volte i ragazzi hanno convito i genitori e i parenti anziani a vaccinarsi anche grazie al fatto che i prof di scienze e biologia hanno diffuso i concetti basilari della vaccinazione. Nella scuola i bambini l’accettazione del vaccino è ampia, la scuola ha il più basso numero di no vax”, dice ancora Rusconi.

“Siamo convinti che una volta intrapresa la strada vaccinale non la di può interrompere, abbiamo da subito chiesto al ministro Bianchi di dare una priorità al mondo della scuola sulla terza dose. Tuttavia siamo altrettanto convinti che andrebbero intraprese anche altre strategie di attacco”, sostiene invece il segretario della Uil Scuola Pino Turi. “Il tracciamento - denuncia - che è stato abbandonato, va ripreso, anche perché una parte lo stanno facendo e a spese loro tutti quelli che stanno facendo i tamponi per ottenere il green pass. Questa pandemia di sta rivelando piena di ostacoli e difficoltà che forse meritano strategie diversificate da affiancare alla vaccinazione”.

L’incidenza dei casi di Covid in aumento tra i ragazzini in età scolare porta il segretario della Flc Cgil Francesco Sinopoli a ritenere “indispensabile che venga convocato il Tavolo nazionale sulla sicurezza per avere contezza di quanto sta succedendo. Chiediamo subito la terza dose per il personale scolastico ed è assurdo che nella legge di bilancio non sia stato prolungato l’organico covid. Chiediamo, come era previsto, uno screening della popolazione scolastica. La terza dose va fatta immediatamente”.

Sulla stessa scia Maddalena Gissi, segretaria della Cisl scuola: “Non c’è tempo da perdere. La struttura commissariale del generale Figliuolo deve avere un piano specifico per la scuola. Chiederemo una convocazione urgente del tavolo permanente nei prossimi giorni. Il personale scolastico ha completato la copertura con percentuali di adesione elevatissime. La curva risale e nelle scuole ci sono molti under 12 che non sono vaccinati. Speriamo di non dover rincorrere le soluzioni e l’emergenza”.

Alcune Regioni accelerano. In Campania, secondo il cronoprogramma è previsto il nuovo richiamo anche per chi fa lavori più esposti, come insegnanti e forze dell’ordine, alla scadenza dei sei mesi dalla precedente vaccinazione. Dopo aver somministrato la terza vaccinazione agli ospiti delle Rsa, agli anziani e ai soggetti fragili ora i riflettori sono sul personale sanitario, poi sul personale scolastico e forze dell’ordine. Linea simile nel Lazio: “Siamo pronti con la terza dose da somministrare ai docenti e al personale della scuola. La nostra linea è dopo 180 giorni terza dose per tutti”, dice l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato.

Intanto Roberto Speranza, ministro della Salute, rassicura sulla disponibilità di fiale. “Per il terzo richiamo abbiamo tutte le dosi necessarie. Non c’è alcun problema. Dobbiamo insistere e accelerare su questo e lo stiamo facendo, in alcuni giorni abbiamo superato le 100 mila giornaliere. Oggi la raccomandiamo a tutte le persone di più di 60 anni che hanno completato il ciclo da più di 6 mesi e tutti i fragili di ogni età. Queste persone possono prenotarla immediatamente”, ha detto il titolare del dicastero intervenendo durante la trasmissione Mezz’ora in Più su Rai Tre. E sulla terza dose estesa a tutti: ” Lo valuteremo con tutta la comunità scientifica, in questo momento stiamo partendo dalle categorie più fragili”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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