Antartide, una nuova crepa minaccia la piattaforma glaciale Brunt

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 15 feb. (askanews) - Una nuova frattura minaccia la stabilità della piattaforma glaciale Brunt, un'area che delimita la Terra di Coats nel settore dell'Antartide la cui costa si affaccia sul Mare di Weddell.

La zona è tenuta sotto controllo da tanti anni, ma le sue condizioni sono decisamente peggiorate in tempi recenti come mostrano i dati dei satelliti Sentinel-1 del programma Copermicus e dall'inizio del 2019 i glaciologi sono con il fiato sospeso. All'epoca, Brunt rischiava il distacco di un colossale iceberg, che ancora resiste, mentre ora la presenza di una nuova frattura suggerisce l'eventuale formazione di più iceberg. La piattaforma, inoltre, - informa Global Science, il quotidiano online dell'Agenzia spaziale italiana - è solcata da crepe di vecchia data: Chasm 1, apertasi oltre 25 anni fa, e Halloween, così chiamata perché è stata osservata per la prima volta il 31 ottobre 2016.

Verso la fine del 2019, la coppia di satelliti Sentinel-1 ha avvistato la nuova frattura, ancora senza nome, che si sta estendendo e al momento ha superato i 20 chilometri di lunghezza. I dati satellitari sono stati utilizzati per tracciare l'attività della fenditura e le sue conseguenze sul ghiaccio; con essi è stata realizzata una mappa, in cui è stata evidenziata la velocità nei movimenti superficiali della coltre glaciale basata - informa l'Esa - sul raffronto delle immagini catturate da Sentinel-1 il 5 e il 17 gennaio scorso. I dati suggeriscono che la zona in alto (in rosso) sia la più instabile, con un movimento di circa 5 metri al giorno; nella zona centrale (in giallo) la velocità approssimativa è di 2,5 metri, mentre in basso (in blu) la superficie appare più stabile.

Nonostante i timori per la formazione di un gigantesco iceberg, espressi due anni fa, la porzione sudoccidentale di Brunt sta resistendo; la minaccia più insidiosa proviene ora dalla nuova crepa, che si sta insinuando tra la vecchia frattura Halloween e la zona denominata McDonald Ice Rumples.

L'intera area continuerà ad essere tenuta sotto controllo via satellite per verificare come reagisca rispetto alle temperature oceaniche e alle nuove dinamiche che si creano nel ghiaccio. Quando si tratta di monitorare regioni come l'Antartide, caratterizzate da condizioni climatiche e meteo estreme, la tecnologia spaziale fa veramente la differenza. Il radar Sar di Sentinel-1, ad esempio, può operare anche in condizioni di oscurità e questa peculiarità lo rende uno strumento ideale per vigilare su queste aree glaciali, anche durante il lungo periodo di buio invernale.