In anteprima il video di Gerolamo Sacco La prima estate del mondo

In anteprima il video di Gerolamo Sacco La prima estate del mondo

Milano, 20 giu. (askanews) -In anteprima un ampio stralcio del video, che sarà online da lunedì 22 giugno, de “La prima estate del mondo”, il nuovo singolo del cantautore e produttore musicale bolognese Gerolamo Sacco, su etichetta Miraloop e distribuito da Believe Digital.

Questo videoclip, girato per la nuova versione 2020 del brano “La Prima Estate del Mondo”, comincia nello spazio profondo. Realizzato a metà strada fra pittorico, fotografico ed evocativo, recupera un certo mood della fantascienza contemporanea, racconta la storia della canzone. – commenta Gerolamo Sacco in veste di regista – L’ho realizzato negli studi Miraloop insieme a Niccolò Sacco, Maria Luisa “Lulù” Brunori e Natalie Seveso. Una navicella spaziale sta solcando l’infinito quando ad un certo punto il suo passeggero si risveglia. Si guarda intorno, e dalla finestra della nave vede una luce: nel buio appare qualcosa. Siamo nella storia dei Mondi Nuovi, disco da cui è estratto il singolo, un lungo viaggio spaziale tra sogno e reale, e il protagonista che io interpreto, non solo come cantante ma anche nel videoclip, per la prima volta vede la possibilità di approdare su un nuovo pianeta. Incomincio a immaginare l’estate, sono in estasi, dirigo un’orchestra immaginaria, sogno. In quello stesso istante, sulla Terra, una persona sembra poterlo vedere da lontano e si crea un collegamento tra loro due, tra l’estate dei nostri sogni in questo anno difficile e quella che immagina il protagonista, nel suo viaggio che anela l’infinito .

L’arrangiamento del brano è stato completamente ricostruito rispetto alla versione dell’album, che ha una groove tipicamente rock. Qui Gerolamo mette la sua firma anche come producer, cambiando genere al brano senza cambiarne il mood, creando una escalation che ci porta ad un finale tutto da ballare.

La “Prima Estate del Mondo”, in una nuova speciale versione 2020, diventa un unicum nella discografia indipendente italiana. Un brano che comincia “alla Battiato” e si trasforma in un inno progressive che ricalca le sonorità dei festival a Ibiza. Un’esplosione travolgente e ipnotica, con una viola e un sintetizzatore che ci raccontano malinconie, gioie e meraviglie di un tramonto su un altro pianeta. Che forse è quello su cui viviamo.