Anticipazioni sulle restrizioni natalizie, stretta nei giorni festivi

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Conte ha annunciato il nuovo Decreto Legge per il periodo delle festività natalizie, del Capodanno e della Befana e confermato la zona rossa nei festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 6 gennaio, mentre negli altri giorni rimarranno le restrizioni della zona arancione. Via libera dunque al decreto sulla nuova stretta per le festività natalizie nel Consiglio dei ministri al quale ha fatto seguito la conferenza stampa del premier. Dal 24 dicembre al 6 gennaio l’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi mentre nei giorni lavorativi sarà zona arancione.

La conferenza stampa di Conte

“È una decisione non facile, sofferta: dobbiamo rafforzare il regime di misure necessarie per cautelarci meglio anche in vista della ripresa delle attività di gennaio”. Lo ha detto Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Ragioniamo per una zona rossa nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio nei giorni festivi e prefestivi. Si esce di casa solo per ragioni di lavoro, necessità e salute. E’ possibile ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni. E’ una misura che abbiamo pensato per consentire quel minimo di socialità che si addice a questo periodo”. “L’intero territorio nazionale sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio – ha dichiarato Conte – In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21″. “Le misure del governo hanno funzionato grazie alla responsabilità dei cittadini – ha spiegato Conte – È un metodo che ci ha evitato il lockdown generalizzato. Siamo partiti con il metodo a zone con RT a 1.7 e lo abbiamo riportato a 0.86, tanto che nei prossimi giorni tutte le Regioni possono diventare zona gialla”. Poi è passato ai ristori: “Siamo al fianco” degli operatori che saranno coinvolti da queste misure – ha spiegato ancora il premier – “Abbiamo sospeso contributi e tributi per coloro che hanno perdite. Chi subisce dei danni economici deve essere subito ristorato. Questo decreto dispone subito un ristoro di 645 milioni per i ristoranti e bar”. “L’intero territorio nazionale sarà zona arancione il 28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio – ha dichiarato Conte – In questi giorni ci si potrà spostare esclusivamente all’interno del proprio comune senza giustificarne il motivo. Per venire incontro a comuni fino a 5000 abitanti fino a 30 km ma non nei capoluoghi di provincia. Rimangono chiusi bar e ristoranti tranne che per asporto e consegne a domicilio. I negozi saranno aperti fino alle 21″. Oltre ai sussidi per bar e ristoranti, ha spiegato ancora Conte, “con il nuovo dl ristori di gennaio provvederemo a compensare delle perdite anche gli altri operatori” oltre ai ristoranti e bar “e creeremo delle misure perequative”.

“Fino alle 22 sono possibili le funzioni religiose”. Lo ha sottolineato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi, parlando della zona rossa disposta nei giorni festivi e prefestivi del Natale, Capodanno e Befana. “Non prevediamo obbligatorio il vaccino: lo offriamo facoltativamente ma abbiamo già iniziato a promuovere una campagna per spiegare a tutti che il vaccino sarà testato dalle istituzioni più accreditate in Europa e sarà sicuro – ha poi specificato – Sarà offerto a tutti e speriamo che tutti si predispongano ad accogliere questo trattamento”. “I morti sono e rimarranno una ferita aperta, abbiamo una popolazione molto anziana, la più anziana al mondo dopo il Giappone, ma le morti dipendono da tanti fattori – ha detto Conte – Ma su questo fatto la politica dismette il proprio ruolo e si affida agli scienziati”, ha sottolineato il premier.

Per quanto riguarda i controlli il premier è stato categorico: “Un sistema liberaldemocratico non manda la Polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato – ha spiegato Conte – Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione”. Sul Recovery Fund: “Dobbiamo condividerlo con le forze di maggioranza e approvarlo poi nel confronto con le parti sociali e il Parlamento. Passeremo più volte dal Parlamento. Abbiamo urgenza di definirlo: dobbiamo essere pronti tutti a perfezionarlo fino all’ultimo minuto e secondo. Non c’è nessun dogma, nessun paletto, dobbiamo tutti cercare di essere disponibili a questo confronto”.

Per quanto riguarda la scuola Conte è certo, non è focolaio: “La pandemia ci sta insegnando, tra le lezioni, che dobbiamo mantenerci sempre pronti a intervenire. Abbiamo programmato al momento un recupero della didattica in presenza al 7 gennaio. Nel corso del Cdm c’è stata una pausa durante la quale i ministri Azzolina, Boccia, e De Micheli mi hanno informato che i tavoli presso i prefetti stanno funzionando molto bene, con sinergia. Questo ci dà maggiore fiducia per la ripresa in presenza a gennaio”.

“Non stiamo perdendo tempo”, ha concluso rispondendo alle domande dei giornalisti: le misure adottate dal Cdm “vanno dal 24 dicembre 6 gennaio, si tratta solo di un intervento ulteriore su un piano natalizio predisposto con anticipo. Detto questo, noi abbiamo sempre detto che ci muoveremo sulle evidenze scientifiche, se il nostro Cts ci dice che si preannuncia una circolazione del virus, non solo in Italia ma in Europa, che richiede misure, noi difendiamo il Paese e interveniamo subito, come abbiamo sempre fatto con coscienza”.

Il CdM approva il documento

Dopo circa due ore di riunione, poco dopo le ore 20 il Consiglio dei Ministri ha approvato il documento relativo al Decreto Natale. Ora la pala passa al presidente del Consiglio Conte, che tra poco avrà il compito di illustrare le misure prese dal governo per fronteggiare il Covid-19 durante le festività natalizie.