Anticipi per vendita case mai possedute, due arresti a Palermo

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Palermo, 12 giu. (askanews) - Proponevano la vendita di immobili di cui non erano proprietari e nemmeno procura a vendere incassando cospicui anticipi di denaro. Con l'accusa di autoriciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilit di provenienza illecita, due imprenditori palermitani sono finiti agli arresti domiciliari a conclusione di una indagine denominata "Fontana di Trevi". I provvedimenti restrittivi sono stati notificati dai Carabinieri a Giorgio Girgenti, 49 anni, indagato per auto riciclaggio, e Rosalia Governale, 62 anni, indagata per impiego di denaro, beni o utilit di provenienza illecita L' indagine, coordinata dalla Procura partita lo scorso anno dopo la denuncia di un professionista del settore immobiliare che, dopo aver provveduto a consistenti esborsi pari a mezzo milione di euro, non era riuscito a venire in possesso dei beni oggetto della trattativa instaurata con l'uomo e che stata, ulteriormente, da questi intrecciata con quella di altri soggetti privati interessati anch'essi all'acquisto di beni immobili. Girgenti, secondo gli investigatori con accattivante maestria sarebbe riuscito ad impressionare favorevolmente l'interesse dei potenziali acquirenti prospettando un suo personale quanto fittizio curriculum di legalit e professionalit, millantando financo inesistenti "patenti" di rispettabilit e di affidabilit accreditate presso Uffici Giudiziari e delle Forze dell'Ordine. L'uomo avrebbe vantato la disponibilit o propriet di diversi immobili situati in differenti parti del territorio nazionale, persino in Milano e Roma, riuscendo a farsi consegnare, anche mediante bonifici, ingenti somme di denaro. Ottenute le somme, con varie motivazioni non procedeva pi alla stesura dei conseguenti atti negoziali, sino ad arrivare al punto di rilasciare dichiarazioni autografe in cui attestava di aver ricevuto il denaro pattuito e si riprometteva di concludere a breve termine la transazione, senza tuttavia giungere ad alcuna conclusione di contratto. Seguendo ripercorrendo le tracce delle movimentazioni bancarie i carabinieri hanno ricostruito i passaggi del denaro, riscontrando le anomalie riferite dai denuncianti. Le somme incassate venivano vorticosamente ed immediatamente reimpiegate nelle attivit economiche e finanziarie delle imprese che i due gestivano, alternandosi nel ruolo di amministratore/proprietario e che ha dato luogo all'esigenza cautelare. Una terza persona indagata in stato di libert per il reato di truffa aggravata.