Antigone: presunte violenze in carcere Torino, accertare verità -2-

Red/Apa

Roma, 17 ott. (askanews) - "E' proprio a questa parte significativa di operatori penitenziari, che ha una cultura democratica così radicata che non è comprimibile da un qualsiasi cattivo maestro, che bisogna ripartire per spezzare quel circolo di violenze che ha luogo negli istiuti penitenziari" aggiunge ancora Gonnella. "Da loro e dall'attività di denuncia e di presa in carico dei casi da parte della magistratura. In tal senso, lo stanno dimostrando i fatti, introdurre il reato di tortura nel codice penale è stato un passo importante per dare ai giudici tutti gli strumenti necessari ad indagare e punire i responsabili di questi crimini. Benché il testo della legge approvata non fosse il migliore possibile, avevamo sottolineato come a fare la differenza spesso non è solo la legge ma anche la cultura dei giudici che la devono utilizzare. E proprio i giudici - dice ancora Gonnella - stanno dimostrando un'importante cultura democratica".

"E' inoltre importante - dichiara il presidente di Antigone - che anche dall'Amministrazione penitenziaria arrivi un segnale forte. Nel caso di Torino questo sembrerebbe essere avvenuto, con gli arresti degli autori delle presunte torture che pare siano stati effettuati grazie al Nucleo Investigativo Centrale del Corpo di Polizia Penitenziaria. E' bene però arrivi anche in altri casi (anche a livello disciplinare) come quello riguardanti le violenze nei confronti di un ex detenuto nel carcere di Lucera. Proprio in questi giorni è stata resa pubblica la sentenza e, mentre l'ex detenuto è stato condannato per aver resistito agli agenti, questi ultimi hanno usufruito della prescrizione, cosa che non ha però impedito al giudice di rilevare come nel loro comportamento ci fosse una inequivocabile responsabilità penale. Proprio in casi come questi è importante che arrivino dunque segnali forti dall'interno dell'Amministrazione, anche allo scopo di distinguere una piccola minoranza di persone che usano la violenza dalla grande maggioranza di operatori che si muovono nel solco della legalità".