Antiterrorismo arresta ceceno a Varese per traffico documenti falsi

Red-Alp
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Milano, 12 nov. (askanews) - I poliziotti della sezione Antiterrorismo della Digos di Milano hanno arrestato ieri a Varese un cittadino russo di etnia cecena di 35 anni accusato di possesso e fabbricazione di documenti falsi. Lo ha riferito in una nota la questura del capoluogo lombardo, spiegando che gli investigatori, in collaborazione con il Servizio per il contrasto all'estremismo e terrorismo esterno e coordinati dai magistrati Alberto Nobili e Enrico Pavone della Sezione antiterrorismo della procura di Milano, hanno da sei mesi avviato un'articolata indagine (denominata "The Caucasian Job"), su un'organizzazione internazionale dedita al traffico di documenti falsi. Sempre secondo quanto riferito dalla polizia, gli agenti, partendo da una precedente operazione antiterrorismo compiuta in Austria, hanno concentrato la loro attenzione su un uomo residente nel Milanese segnalato dalle autorità di Vienna, in contatto con il principale elemento dell'indagine austriaca. Le investigazioni, che hanno beneficiato anche del costante contributo dell'Aisi, si sono poi estese ad altri cittadini stranieri, tra cui alcuni provenienti dalla Repubblica cecena attivi nel "falso documentale". Dalle indagini è emerso che il "cliente" contattava al telefono o via web il gruppo criminale indicando la tipologia di documento richiesto, che veniva poi spedito una volta aver ricevuto la foto dal cliente e avuta la conferma del pagamento tramite money transfer. Il costo variava tra i 300 e i 1.500 euro ciascuno a seconda del tipo di documento richiesto e della loro quantità. La questura ha precisato che "non è stato possibile al momento individuare una connotazione chiara degli effettivi fruitori dei documenti falsi". Considerata l'origine dell'indagine, i recenti fatti di Parigi, Nizza e Vienna hanno suggerito agli investigatori l'opportunità di accelerare la conclusione dell'operazione eseguendo a Varese un decreto della Procura di Milano, con la perquisizione di tre cittadini stranieri, il 35enne russo (la cui richiesta di asilo all'ufficio Immigrazione della Questura di Varese è in fase di contenzioso) e due cittadini di nazionalità ucraina, uno del 1956 e uno del 1978 entrambi regolari sul territorio nazionale. Alla banda sono stati sequestrati 30 documenti falsi (carte d'identità, patenti, passaporti, etc.), quattro personal computer e 14 telefoni cellulari. Le restrizioni per il Covid-19 di questi mesi non hanno mai fermato i traffici della banda capeggiata dall'arrestato che, pur in possesso di patente falsa, non si muoveva dal suo appartamento nel quale recuperava gli ordini attraverso un sito Web e un profilo Instagram, sui quali pubblicizzava la vendita dei documenti. Sul profilo Instagram era indicato testualmente: "Carte di identità incluso formato elettronico, siamo pronti ad aiutarti nell'ottenimento di documenti europei: fare una carta d'identità e patenti di tipo internazionale"), fornendo in rete la "garanzia soddisfati o rimborsati": "Noi garantiamo il completamento del lavoro al 100%, altrimenti vi rimborseremo i vostri soldi".