Antivirali contro Covid. Quando arriveranno le pillole di Merck e Pfizer: metodi e efficacia

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Antivirali (Photo: Ansa)
Antivirali (Photo: Ansa)

“La struttura commissariale Covid-19, diretta dal generale Francesco Paolo Figliuolo, ha avuto mandato dal ministero della Salute, di acquisire un quantitativo pari a 50.000 cicli di trattamento di farmaci antivirali orali per covid per ciascuna tipologia di molnupiravir e paxlovid”, ossia le pillole anti-covid di Merck e Pfizer. E’ parere univoco che gli antivirali contro Covid siano un’arma necessaria per proseguire la battaglia al virus. “Non sostitutivi del vaccino, né risolutivi, ma un altro pezzo fondamentale” ci aveva detto il Professor Guido Rasi in una recente intervista ad HuffPost. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Cosa sono le “pillole Contro covid”

Ad oggi i farmaci antivirali più promettenti sono essenzialmente due: quelli prodotti dalla Merck e quelli prodotti dalla Pfizer. Le due pillole anti Covid si avvalgono di due principi attivi differenti: rispettivamente molnupiravir e paxlovid e sono importanti soprattutto perché si possono assumere per via orale. I farmaci usati oggi nella prima fase dell’infezione, quella in cui è importante frenare la replicazione di Sars-Cov2, sono l’antivirale Remdesivir e gli anticorpi monoclonali, che possono essere somministrati solo per endovena in ospedale, con tutte le difficoltà che questo comporta. Per questo pillole da assumere subito dopo tampone positivo, potrebbero davvero cambiare il volto a questa pandemia.

Quanto sono efficaci

Sviluppata in uno studio clinico, la pillola di Pfizer, che sarà venduta con il marchio Paxlovid, è stata testata su un gruppo di volontari che hanno iniziato il trattamento entro tre giorni dallo sviluppo dei sintomi. Il beneficio del farmaco è stato tanto repentino, riducendo dell’85% i rischi di morte o ricovero, che il consiglio di esperti indipendente che ha affiancato la Pfizer ha consigliato di interrompere la sperimentazione. A confronto con Pfizer, la pillola della Merck aveva dimostrato una riduzione dei rischi del 50% se somministrata entro 5 giorni dall’insorgere dei sintomi.

Metodo di somministrazione

Rispetto al trattamento con anticorpi monoclonali, somministrato per via endovenosa, le pillola Pfizer e Merck potranno essere comprate in farmacia. 30 pillole somministrate in 5 giorni, questo il trattamento, che include 10 pillole di ritonavir, un vecchio virus dell’HIV, che aiuta il farmaco Pfizer a rimanere attivo più a lungo nel corpo. Per la Merck, invece, il trattamento conta 40 pillole in cinque giorni.

A che punto è la loro approvazione e quando arriveranno in Italia

Per quanto riguarda l’antivirale della Merck è già stato approvato dall’agenzia regolatoria del farmaco britannica (Mhra) il 4 novembre - in anticipo su chiunque altro in Europa - ed è in corso di valutazione da ottobre sia presso l’Ema (Agenzia europea per i medicinali) che presso l’Fda, la Food and Drug Administration americana. Tuttavia, Nicola Magrini, Presidente Aifa, ha fatto sapere che la disponibilità della pillola anticovid in Italia “ci potrebbe essere nelle settimane successive a Natale ma ci siamo attivati per poter prenotare questi due farmaci (sia molnupiravir che paxlovid, ndr) orali il prima possibile, avendo proceduto in accordi in tal senso in questi giorni”. Per quanto riguarda l’antivirale della Pfizer, invece, è stata di recente chiesta autorizzazione negli Stati Uniti. E’ leggermente in ritardo con i tempi rispetto alla Merck, ma nelle sperimentazioni ha mostrato dati di efficacia molto alti, evitando l’89% dei ricoveri nei volontari arruolati.

Pfizer e Merck cedono licenza ai Paesi in via di sviluppo

Le due aziende hanno accettato che i paesi in via di sviluppo producano una versione generica a prezzi di costo, senza royalties, cioè presumibilmente a poche decine di dollari. Per evitare gli scandalosi squilibri nella distribuzione dei vaccini, le case produttrici delle pillole hanno ceduto la licenza di produzione a un’organizzazione che ha sede a Ginevra ed è legata alle Nazioni Unite: Medicines Patent Pool, che a sua volta permetterà di produrre il farmaco a basso costo per la distribuzione in 95 paesi.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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