Antonello Nicosia, chi è il Radicale arrestato per associazione mafiosa

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Associazione mafiosa e vicinanza ai fedelissimi del superlatitante Messina Denaro, che potevano contare su di lui per far entrare e uscire messaggi dal carcere. Ma anche riciclaggio di denaro sporco e gestione degli affari con i clan americani e con il boss di Sciacca Accursio Dimino. Questi sono i reati di cui è sospettato Antonello Nicosia, assistente parlamentare della deputata Leu Giuseppina Occhionero arrestato nella mattinata di lunedì 4 novembre. Accuse che ricadono su un uomo in apparenza insospettabile per la sua formazione e le sue esperienze, dall’esperienza accademica alla nomina a direttore dell’Oidu.

Chi è Antonello Nicosia

Nato a Sciacca, in provincia di Agrigento, Antonello Nicosia si è laureato in Scienze della formazione multimediale e ha terminato il proprio percorso di studi con una tesi sul Trattamento penitenziario, ascoltare e progettare per rieducare e sorvegliare, l’esperienza in carcere. Ha condotto il programma Mezz’ora d’aria su Aracne TV, emittente televisiva locale.

Nel 2011 è stato scelto come coordinatore di La Tavola Multiculturale, un progetto che ha come obiettivo la formazione, l’educazione e l’integrazione dei migranti nel tessuto socio-culturale italiano. In ambito accademico, è stato ricercatore presso l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (Invalsi), docente a contratto nella scuola pubblica come esperto nei corsi PON e professore di Storia della mafia all’Università della California.

Dal 2017 al 2018 è stato eletto membro del Comitato Nazionale del Radicali Italiani. Nel suo curriculum, Nicosia vanta anche la direzione dell’Osservatorio Internazionale dei diritti umani (Oidu) e la qualifica di assistente parlamentare di Pina Occhionero. Quest’ultimo dato, però, non è stato al momento confermato dalla magistratura, che ha delegato accertamenti alla Camera dei deputati.

L’audio su Falcone

Diverso il profilo emerso nel corso delle indagini condotte dal Ros e dalla Guardia di Finanza, che hanno portato alla luce conversazioni telefoniche in cui Nicosia definiva “un incidente sul lavoro” l’attentato in cui ha perso la vita Giovanni Falcone. “Da quando era andato al Ministero della Giustizia, più che il magistrato faceva il politico. All’aeroporto bisogna cambiare il nome. Non va bene Falcone e Borsellino. Perché dobbiamo arriminare [girare, ndr] sempre la stessa mer*a”, continua Nicosia.