Antonino Benfante suicida in carcere: scontava due ergastoli

antonino benfante suicida

Antonino Benfante è morto suicida ieri, mercoledì 17 Luglio 2019, dopo che aveva provato a togliersi la vita nel carcere di Vigevano (Pavia) in cui scontava due ergastoli per il duplice omicidio dei fratelli Tatone, Pasquale ed Emanuele, e del tuttofare di quest’ultimo, Paolo Simone. Gli omicidi risalgono all’Ottobre del 2013: le esecuzioni avvennero a 72 ore di distanza. Benfante fu incastrato dalle immagini delle telecamere di sicurezza, dai tabulati telefonici e da diverse testimonianze. Alla base degli omicidi, i contrasti con la famiglia Tatone per il comando dello spaccio a Quarto Oggiaro (Milano).

Stando a quanto riportato dal sito ilgiorno.it, Benfante, 55 anni, di origini siciliane, era condannato all’ergastolo con isolamento diurno per tre anni. Ad Aprile 2018 la Cassazione rese la pena definitiva. Da allora, il detenuto aveva manifestato più volte il suo malumore tentando più volte di togliersi la vita. A tale scopo, in un’occasione avrebbe cercato di incendiare una cella. In un’altra aggredì un detenuto.

Circa 10 giorni prima della sua morte aveva tentato di impiccarsi stringendosi attorno al collo la maglia che indossava. Caduto violentemente, Bonfante ha sbattuto la testa. Portato in gravi condizioni all’ospedale di Vigevano è deceduto ieri dopo giorni di tremenda agonia.

Antonio Benfante suicida: le parole dell’avvocato

L’avvocato della vittima Ermanno Gorpia ha dichiarato: “Se un detenuto tenta il suicidio più volte ed è in isolamento, occorre piantonarlo. Benfante aveva già tentato più volte il suicidio ed era stato ricoverato in Psichiatria, ma la situazione è stata sottovalutata. Chi è deputato alla custodia di soggetti, per quanto criminali possano essere, dovrebbe salvaguardarne la vita“.

Benfante era malato di Parkinson e reduce da un’operazione andata male. La richiesta di scarcerazione per il suo stato di salute gli è stata negata.