Antonino Spirlì contro la chiusura della regione calabrese

·2 minuto per la lettura
Antonino Spirlì
Antonino Spirlì

Antonino Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria, si dice contro l’ordinanza del governo di porre la Calabria tra le regioni considerate “zona rossa”.

Calabria in zona rossa: Spirlì deluso

“Impugneremo la nuova ordinanza del ministro della Salute che istituisce la zona rossa in Calabria. Questa regione non merita un isolamento che rischia di esserle fatale”: queste le parole di Spirlì, presidente facente funzioni della Regione Calabria dal 15 ottobre 2020 (divenuto tale dopo la morte della presidente in carica Jole Santelli).

“Le costanti interlocuzioni che ho avuto in questi giorni con i membri del Governo e con il commissario Arcuri, al di là della grande disponibilità al dialogo da parte di tutti, non hanno prodotto alcuna modifica rispetto alla volontà, evidentemente preconcetta, di “chiudere” una regione i cui dati epidemiologici, di fatto, non giustificano alcun lockdown, soprattutto se confrontati con quelli delle nostre compagne di sventura: Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta” spiega amareggiato Spirlì.

Lo stesso sottolinea che “altre regioni, con dati peggiori dei nostri, sono state inoltre inserite nella zona arancione e hanno evitato – e ne sono felice – la chiusura. Non si comprendono, perciò, i criteri scientifici in base ai quali il Governo ha deciso la “vita” o la “morte” di un territorio. Perché è di questo che si tratta: un nuovo lockdown rischia di annichilire in modo definitivo una regione come la Calabria”.

Senza negare le difficoltà del sistema sanitario calabrese, Spirlì evidenzia che la Regione è riuscita “a limitare i danni e a tenere la curva epidemiologica sotto controllo”. Deluso, il presidente indica come sia “arduo comprendere le ragioni che sorreggono l’ordinanza ministeriale”.

Il ricorso

Infine, Spirlì annuncia una battaglia legale: “In virtù di queste premesse, nella consapevolezza di dover difendere a ogni costo una regione e una comunità che hanno già fatto enormi sacrifici, annuncio la volontà della Giunta regionale di presentare ricorso un’ordinanza ingiusta. Il Governo ha deciso di punirci, ma noi non ci pieghiamo”.