Antonio Albanese a Verissimo: “A Milano devo un po’ tutto”

antonio albanese

Cetto c’è senza dubbiamente” è al cinema da qualche giorno: protagonista principale è Antonio Albanese. Da metalmeccanico, tornitore diventa un comico. “Desidero far uscire un qualcosa che fermentava dentro di me”. “Dal teatro sono riuscito a sviluppare la passione per il cinema“. Seguendo i film di Dario Fo con il fratello si appassiona di cinema e a 20 anni si iscrive ad un corso di recitazione. Contro al volontà del papà muratore, si iscrive all’accademia di arte drammatica. Di giorno studia recitazione, di sera si esibisce nei cabaret. Finché a Milano scopre il suo talento per la comicità. In una di queste notti inventa il suo personaggio, il timido Epifanio.

Antonio Albanese, la carriera

A 27 anni Antonio Albanese partecipa al Maurizio Costanzo Show: era il 1992, “avevo vinto un concorso” ricorda. “A Milano devo un po’ tutto” il mio successo. “I milanesi mi hanno accolto a accompagnato nella mia carriera e io gli ho dato fiducia. Da qui ho cominciato a fare i miei primi spettacoli”. Mentre il padre lo ha un po’ ostacolato, “mia madre mi ha sempre appoggiato” ha raccontato alla Toffanin. “Lavorando parecchio, ma con gioia” è arrivato dove si trova ora. L’ultimo film è riuscito perfettamente: “Cetto c’è senza dubbiamente“.

Epifanio è il primo personaggio interpretato da Antonio Albanese: “Mi sono ispirato a un insieme di cose – ha spiegato l’artista -. Gli occhiali sembrano quelli di Sting ad esempio. Ma non c’è mai un personaggio, si tratta di un insieme di segni”. Nei suoi personaggi, ha poi spiegato, gli piace curare i costumi e i dettagli. Da qui, da Epifanio, è partito il successo. Fuori dal set, però, Antonio è un uomo riservato che non ama stare al centro delle attenzioni.

La vita privata

Il sogno più bello è stato quello di diventare padre di Beatrice e Leonardo, di 25 e 9 anni. Le sue passioni sono l’arte, la pesca e la campagna. “Gentilezza, buon senso, amici, famiglia” sono le cose più importanti nella vita di Antonio. “Io ho 40 amici – ha concluso -, mi piace alimentare l’amicizia. Gli amici sono importantissimi: non devono essere tanti, ma buoni e sani”.