Antonio Iosa è morto: venne gambizzato dalle Brigate Rosse a Milano

antonio iosa

“Di quella sera m’è rimasto il ricordo della pistola puntata alla tempia, il terrorista che dice ‘se reagite sarà una carneficina’, io che lo supplico di risparmiarmi (‘ho moglie e figli’), lui mi spinge contro la parete: ‘Inginocchiati str***o!’. Poi rivedo solo lo sparo, l’improvvisa vampa alla gamba. Non c’è dolore, solo un calore insopportabile”. Sono le parole con cui Antonio Iosa aveva descritto il tragico evento che lo ha colpito nel 1980. Giovedì 29 agosto 2019, all’età di 86 anni, Antonio Iosa è morto. Dopo essere stato gambizzato dalle Brigate Rosse aveva subito 34 interventi per evitare l’amputazione. “Per anni ho rivisto la notte quella scena” aveva raccontato.

Antonio Iosa è morto

Era il primo aprile del 1980 quando Antonio Iosa, presidente dell’Aiviter (associazione italiana vittime del terrorismo), venne “condannato a morte” dalla colonna Walter Alasia. Il motivo era il fatto di essere un democristiano. Iosa, inoltre, era il bersaglio prescelto in quanto era riuscito “a infiltrare la Dc tra la classe operaia”. Insieme ad altre tre persone, Eros Robbiani, Emilio De Buono e Nadir Tedeschi, Antonio venne messo in fila a Quarto Oggiaro. Infine, i terroristi non gli spararono alla nuca, ma puntarono alle ginocchia. Giovedì 29 agosto Antonio Iosa è morto: aveva 86 anni. “Per una vita la notte ho sempre rivisto lo stesso film” aveva riferito. “Pasqua Aurora Betti, il capo della colonna Walter Alasia, col basco calcato sulla testa che ci mette in fila e ci fa fotografare con la bandiera delle Br in mano”.

Il cordoglio

Il cardinale di Milano, Carlo Maria Martini, aveva organizzato un incontro tra gli ex terroristi e le vittime. Insieme al terrorista Franco Bonisoli, in quella data, c’era anche Antonio Iosa. Roberto Cenati, presidente dell’Anpi, infine, ha espresso il suo cordoglio per la morte della vittima del terrorismo delle Brigate Rosse: “Esprimo anche a nome dell’Anpi provinciale di Milano profondo cordoglio per la scomparsa di Antonio Iosa, che ha da sempre inteso la Memoria come costante impegno civile. Instancabile è stato il suo monito contro il risorgere del terrorismo e di movimenti che mettessero a rischio le istituzioni democratiche. Mancherà tantissimo a tutti noi”.