Antonio Pesenti: "Chiudiamo i bar alle 17"

Gianni Del Vecchio
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Antonio Pesenti (Photo: Huffpost Italy)
Antonio Pesenti (Photo: Huffpost Italy)

“Oggi in tutte le terapie intensive lombarde abbiamo 44 pazienti, il 100% con polmonite da Covid in ventilazione meccanica o intubati; significa che sono malati gravi come quelli di marzo e con una mortalità simile, intorno al 40 per cento dei pazienti. In giro vedo ancora troppi giovani senza mascherina, l’unica soluzione è chiudere i bar alle 17 ”. E’ questa la radiografia della situazione della Regione Lombardia al fixing di ieri, illustrata dal primario di Rianimazione al Policlinico di Milano nonché coordinatore dell’Unità di crisi lombarda, Antonio Pesenti, in un’intervista al Corriere della Sera, nella quale il medico lancia una sorta di “allerta sociale”.

E se oggi le persone con sintomi da virus “si presentano subito al Pronto soccorso e questo alleggerisce, per il momento, la pressione sulle rianimazioni perché possiamo intervenire con le cure in modo tempestivo”, Pesenti segnala però un’altra variante: “che l’età media dei ricoverati è scesa da 71 a 61 anni, con malati gravi anche fra i quarantenni e in alcuni casi anche più giovani, come già accaduto” mentre “manca ancora una terapia specifica contro il virus”.
I piani per affrontare il peggio comunque sono pronti: “Al momento utilizziamo i 5 ospedali di riferimento per il Covid: Sacco, Niguarda e Policlinico a Milano; poi Pavia e Brescia. In una seconda fase di emergenza abbiamo una rete di altri dodici ospedali e infine si utilizzerebbero i reparti allestiti in Fiera”, spiega il primario del Policlinico milanese.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.