Anzaldi: anche riaprire scuola emergenza sanitaria, subito data

Pol/Arc

Roma, 9 giu. (askanews) - "Il vicepresidente della Societ italiana di pediatria (Sip), Rino Agostiniani, sostiene in un'intervista ad 'Avvenire' che sulla riapertura della scuola il beneficio per il futuro dei bambini, soprattutto i pi piccoli, deve pesare pi degli eventuali rischi derivanti dal Coronavirus. Insomma, la socialit dei bambini ed il diritto alla crescita sono una questione sanitaria addirittura pi importante del rischio connesso al covid. E se avesse ragione lui, rispetto a chi ha deciso di lasciare la scuola per ultima tra le riaperture? Una posizione del genere, che arriva da un medico peraltro impegnato sul campo, richiederebbe un'attenzione particolare da parte del Governo.Occorre la garanzia e la rassicurazione piena che a settembre tutti ritorneranno in classe, magari stabilendo fin da subito la data della riapertura". E' quanto scrive il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi, componente della commissione Cultura, in un intervento pubblicato su Huffington Post.

"Ma quali sono gli atti concreti - prosegue Anzaldi - che il Governo sta effettuando affinch questa riapertura si realizzi? Stando alle regole finora ventilate bisognerebbe raddoppiare le aule, acquistare il doppio dei banchi, assumere il doppio di insegnanti, bidelli, personale ata, acquistare migliaia di termometri o termoscanner: davvero qualcuno pensa che tutto ci sia possibile in due mesi, in piena estate? Fin ad oggi non stato ancora fatto nulla, sebbene le scuole siano state chiuse ormai tre mesi fa. Come ha dichiarato Agostiniani, per la riapertura delle scuole servono buonsenso ed equilibrio, altrimenti si rischia di non riaprire neanche a settembre, creando una vera e propria bomba sociale e danni irreparabili sui pi piccoli, in particolare per quanto riguarda nidi e materne. Con regole rigide e insensate si rischia di condannare le scuole all'impossibilit di tornare a pieno regime, molti ragazzi non potranno rientrare nelle aule e ci saranno istituti, in particolare quelli paritari, che saranno costretti a non riaprire per niente. Davvero qualcuno pensa che ci possiamo permettere una situazione del genere?".