Anzaldi (Iv): se resta Quota 100, Governo non potrà fare nulla

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Roma, 18 ott. (askanews) -"Su Quota 100 mi sembra opportuna dialettica parlamentare. La maggioranza è composta da 4 partiti ed è giusto che ognuno dica le sue proposte. D'altronde Quota 100 è una misura iniqua che ipoteca decine di miliardi per venire incontro a poche migliaia di persone. Se la manteniamo significa che questo Governo non potrà fare nulla di davvero incisivo per chi ha più bisogno e per investimenti, né ora né nelle prossime finanziarie". Lo dichiara il deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in un'intervista ad "Affaritaliani.it".

A proposito dell'apertura di Nicola Zingaretti a un'alleanza strategica con il Movimento 5 Stelle, Anzaldi risponde: "È un grave errore e dubito che il popolo del Pd condivida una deriva del genere. Fare un governo di emergenza, trovare convergenze civiche in alcune realtà locali è un conto, rendere strutturale questa prospettiva per le prossime Politiche rischia di diventare un passo indietro per il Centrosinistra. Basti pensare a Roma: davvero qualcuno nel Pd vuole sostenere il bis della Raggi? Di certo non lo sosterranno i romani". Sulla possibilità che il premier Giuseppe Conte sia il candidato dell'attuale maggioranza in caso di elezioni anticipate, Anzaldi sostiene: "Non vedo come sia possibile, Conte è il premier del Movimento 5 stelle, scelto da loro nella fantomatico governo presentato da Di Maio prima delle elezioni. È stato il premier di Salvini, dei decreti Salvini contro i naufraghi, dei condoni. Fa il premier in un governo di emergenza nato per evitare l'aumento dell'Iva, ma questo non c'entra nulla con le elezioni politiche. E poi basta vedere la risposta degli italiani l'altra sera in tv, dal 25 al 7% di share in pochi minuti, per capire quali prospettive abbia una sua eventuale candidatura".

Alla domanda se si fidi di Luigi Di Maio e del Movimento 5 Stelle, Anzaldi dice: "Mi fideró quando manterranno l'impegno di sostituire Foa e ridare alla Rai un vero presidente di garanzia, come prevede la legge. Ad oggi negano, addirittura, l'accesso agli atti della votazione ai capigruppo del Pd Delrio e Marcucci e al sottoscritto. Dallo streaming alla censura dei parlamentari".