Anziani e ipertensione: con meno farmaci cresce aderenza a terapia -2-

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Roma, 18 lug. (askanews) - "Nel patto della salute stiamo scrivendo un capitolo destinato alla medicina del territorio e quindi alle cure delle patologie croniche che riguardano soprattutto gli anziani - ha dichiarato il Sottosegretario alla Salute Luca Coletto - quanto alla semplificazione delle terapie suggerita dalla ricerca presentata oggi i dati sono interessanti e possono essere assorbiti dalle regioni che hanno la programmazione sanitaria ma anche dal governo, per poter interagire con le Regioni per quanto riguarda la cura dell'ipertensione. L'ipertensione riguarda prevalentemente gli anziani ma non solo, quindi un importante farmaco può essere uno stile di vita più sano per migliorare la risposta alle cure".

Secondo il Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri "è necessario un connubio tra associazioni, società scientifiche, industria e politica per semplificare la terapia, monitorare i pazienti e garantire l'aderenza. Non bisogna tagliare chiudendo ambulatori e servizi ma riducendo la spesa superflua".

"I dati emersi da questo studio di Real Life sono particolarmente significativi poiché evidenziano la bassa percentuale di ipertesi a target nonostante il trattamento, ovvero con livelli di pressione sistolica inferiore a 130mm Hg. Un problema non da poco se si considera che nel nostro Paese soffre di ipertensione circa un quarto degli adulti e oltre il 70% dei soggetti di età superiore ai 65 anni, stando ai dati epidemiologici raccolti dalla medicina generale - ha osservato Roberto Messina Presidente di Senior Italia FederAnziani - inoltre la comorbidità nell'anziano rende l'obiettivo dell'aderenza nell'ambito dell'ipertensione ancora più complesso da raggiungere. L'uso di farmaci in associazione fissa può semplificare significativamente la terapia, migliorando la vita dei pazienti, la loro salute e favorendo la sostenibilità del servizio sanitario nazionale. Questo perché favorire l'aderenza migliora il controllo pressorio riducendo gli eventi cardiovascolari e quindi l'ospedalizzazione e i conseguenti costi diretti e indiretti per lo Stato; ad esempio se consideriamo l'unica triplice terapia antipertensiva rimborsata in Italia il costo di una singola compressa è inferiore del 30% rispetto alla somma dei singoli principi attivi che la compongono".