Anziani: troppi farmaci, poca attività fisica, alimentazione scorretta -2-

Cro/Mpd

Roma, 17 lug. (askanews) - I dati riportati da Passi d'Argento elaborano circa 40.000 interviste - telefoniche e in presenza, fatte da operatori sanitari specializzati con anziani campionati in tre anni. Sul fronte dell'alimentazione, in Italia, nel triennio 2016-2018, fra le persone con 65 anni o più il consumo medio giornaliero di frutta e verdura non raggiunge la quantità indicata dalle linee guida per una corretta nutrizione: su 10 persone, 4 non consumano più di 2 porzioni al giorno di frutta o verdura, una quota analoga ne consuma 3-4 porzioni, solo 1 persona su 10 arriva a consumare almeno 5 porzioni al giorno (five a day), come raccomandato. E ciò a fronte di una percentuale piuttosto contenuta - il 12,7 % su base nazionale - di ultrasessantacinquenni con problemi accertati di masticazione e di circa il 43% di popolazione anziana sovrappeso.

Se attenzione nutrizionale, immunizzazione, attività fisica, controllo di fumo e alcool sono tutti parametri che favoriscono un invecchiamento in salute per una sana prevenzione verso le patologie dell'età matura, come sostiene da alcuni anni HappyAgeing, di contro va registrata una tendenza ancora forte alla "medicalizzazione" della popolazione anziana. L'89,2% degli ultra65enni italiani dichiara di aver assunto farmaci nella settimana precedente l'intervista. Un dato che in parte - commenta Michele Conversano - viene confortato dall'attenzione data dal medico alla corretta assunzione e controllo di farmaci da parte degli anziani.

L'analisi dei dati dell'indagine dell'Istituto Superiore di Sanità fa emergere una enorme disparità regionale dello stato di salute degli anziani e stili di vita ancora lontani dalla soglia stabilita per il raggiungimento di un invecchiamento attivo. Per questo, HappyAgeing sostiene la necessità di sensibilizzare la popolazione con campagne di comunicazione sul territorio e di coordinare con maggiore forza le politiche sanitarie delle regioni a favore degli anziani per assicurare livelli minimi di prevenzione e invecchiamento in salute per l'intera popolazione anziana.