Anziani: troppi farmaci, poca attività fisica, alimentazione scorretta

Cro/Mpd

Roma, 17 lug. (askanews) - Gli anziani si sentono in salute, ma i dati rivelano una situazione diversa. È la fotografia scattata alla popolazione over 65 da Passi d'Argento (PdA), il sistema di sorveglianza sulla popolazione con 65 anni e più condotto da Asl e Regioni e coordinato dall'Istituto superiore di sanità. Se l'87% della popolazione nazionale degli ultrasessantacinquenni si percepisce in buona salute, i dati analizzati dicono il contrario, in particolare nei parametri relativi a immunizzazione, alimentazione, attività fisica e uso dei farmaci. "Anche se si registrano lievi miglioramenti nella lotta alla sedentarietà - sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing Alleanza italiana per l'invecchiamento attivo - rimangono abitudini alimentari sostanzialmente scorrette e un'immunizzazione non sufficiente. Inoltre, si conferma la grande disuguaglianza tra le regioni nelle politiche sanitarie messe in atto a favore degli anziani". Infatti, su base nazionale il 60% di anziani si ritiene parzialmente o completamente attivo contro il 38% di coloro che si definiscono totalmente sedentari. "Sul versante opposto, - prosegue Conversano - rimane insufficiente la percentuale di copertura vaccinale antinfluenzale per gli ultra65enni su base nazionale: solo il 55%. Se poi si va a vedere la copertura vaccinale negli ultra65enni con almeno 1 patologia cronica il dato sale al 61,7% ma scende al 44.9% in assenza di patologie". La corposa indagine - online su Passi D'Argento - aggiorna il quadro sullo stato di salute e di vita degli over 65enni, fascia in costante crescita e che ormai si avvicina al 25% della popolazione complessiva. L'Italia è infatti ai primi posti in Europa per la crescita dell'indice di vecchiaia: il rapporto tra gli anziani (65 anni e più) e i giovani (meno di 15 anni) raggiunge quota 168,9 e registra così un nuovo record nazionale.

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