Apertura al nucleare e ambientalisti 'radical chic', bufera su Cingolani

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Apertura al nucleare di IV generazione e scontro con gli ambientalisti 'radical chic' che "sono peggio della catastrofe climatica". Le ultime dichiarazioni del ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ospite a Ponte di Legno dell'evento di Italia viva, non sono di certo piaciute al movimento ambientalista italiano e stanno creando un po' di tensione anche all'interno del governo, tanto che il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte, si è visto costretto a richiedere un incontro (in programma il 14 settembre) per chiarire meglio la posizione del movimento su progetti e politiche per l'ambiente e la transizione verde.

"Il Movimento 5 Stelle è una forza ecologista a favore delle rinnovabili e delle energie pulite" ha commentato Conte, ricordando anche i due referendum che hanno bocciato il nucleare in Italia. Quanto alle dichiarazioni sul movimento ambientalista "non credo che siano state molto felici. Il movimento ambientalista ha avuto grandi meriti in passato quando non era ancora diffusa questa cultura e anche oggi, pensiamo ai Fridyas for future".

Quanto al nucleare, sottolinea il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, "è inutile anche parlarne". Non ha senso spendere risorse pubbliche "per una tecnologia che chissà mai se arriverà. Abbiamo già le tecnologie che ci permettono di affrontare la crisi climatica e sono le rinnovabili. Puntiamo su quelle e non perdiamo tempo a parlare di cose che non si faranno mai". Ad oggi, spiega Ciafani, "la tecnologia di IV generazione non esiste e quella di III generazione avanzata, che stanno cercando di costruire i francesi, sono due cantieri infiniti che sono costati quasi 4 volte il costo preventivato inizialmente".

Della stessa posizione Greenpeace che su Twitter scrive: "Per Cingolani il nucleare sarebbe il futuro? Parlare di reattori di quarta generazione che non esistono e di tecnologie che non sono sicure né convenienti significa spostare l’attenzione dalla realtà, che per il clima è già critica, alla fantasia". E quanto alle accuse al mondo ambientalista: "Sempre più persone si mobilitano per difendere il Pianeta. Quali interessi preferisce difendere il Ministro: quelli dell’ambiente o quelli delle lobby?"

Non preoccupa il tema del nucleare a Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, secondo cui non è il vero problema: "Il nucleare è un'arma di distrazione di massa: è una chiacchiera che fa solo perdere tempo. La questione energetica in Italia si gioca solo ed esclusivamente sul gas. Quanto gas c'è nel percorso di transizione di ecologica? E' questo lo scontro con gli ambientalisti, che lui chiama 'radica chic', che sostengono di fare tutto con le rinnovabili mentre il gas è residuale e quello che c'è va diminuire. Cingolani invece, e lo ha dimostrato in maniera più eclatante quando ricevette Kerry (inviato del presidente degli Stati Uniti per il clima, ndr) facendogli vedere i percorsi del gasdotto, sostiene che abbiamo bisogno di tanto gas. Questo è lo scontro vero".

A prendere le difese di Cingolani in maniera convinta è Chicco Testa, presidente Fise Assoambiente, che all'Adnkronos dichiara: "Ancora una volta le parole pronunciate dal ministro Cingolani sono piene di buon senso. Cingolani ha semplicemente affermato che, anche a a fronte dei nuovi sviluppi tecnologici che puntano a reattori nucleari più piccoli, meno costosi, più sicuri e con meno produzione di scorie, sarebbe illogico non tenere in considerazione questa opzione. Ed ha accusato un certo mondo ambientalista, molto radical, di essere il primo nemico di una transizione ragionevole e che usa tutti gli strumenti disponibili".

D'altra parte, sottolinea Testa, "i numeri parlano chiaro: l'unica fonte in grado di competere con carbone e gas per forza, potenza e continuità della produzione è l'energia nucleare. Riecheggiando Richard Lindzen, cattedra di scienza dell'atmosfera al Mit, sembra che i primi a non credere negli effetti tragici dell'aumento delle temperature siano proprio gli ambientalisti. Perché se veramente considerassero il riscaldamento globale l'anticamera della fine del mondo dovrebbero spingere ad usare tutti gli strumenti possibili per ridurre l'impatto dei gas serra. Fra cui il nucleare".

A sostenere Cingolani, ma in maniera più cauta, anche Carlo Cottarelli che su Twitter scrive: "So che mi attirerò le critiche di molti, ma le parole di Cingolani devono farci riflettere. Non è con gli slogan che si risolverà il più grave problema che il mondo dovrà affrontare nei prossimi decenni".

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