Appello della Braidense a Stato e privati: biblioteche a... -2-

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Milano, 10 feb. (askanews) - "Stiamo lavorando con lo Stato" per l'assunzione di nuovi addetti, ha proseguito Bradburne, ma la necessità di attendere i "tempi statali" impone di "suonare l'allarme per tutte le biblioteche del Paese". Quello del personale è il problema principale della Braidense, ma c'è anche la mancanza di spazi nei depositi. La soluzione, secondo il direttore generale, sarebbe quella di "un grande deposito unico, non solo di libri, un deposito aperto al pubblico sull'esempio di quanto fatto a Parigi o nel Regno Unito. Di spazi in città ce ne sono, ma non c'è ancora niente di concreto" ha proseguito Bradburne accennando alla possibilità di un accordo in questa direzione con il Comune. "La soluzione è agire qui a Milano, senza aspettare Roma" ha continuato.

Con i fondi privati, ha precisato il dg, non si possono assumere persone a tempo indeterminato, per le quali serve un concorso, "ma ci sono servizi che si possono chiedere alle cooperative, è fattibile". Dal luglio 2015 la Braidense è confluita nel sistema museale della Pinacoteca di Brera e il sostegno statale non riserva risorse specifiche alla biblioteca. La biblioteca, aperta al pubblico da Maria Teresa d'Austria nel 1786, conserva attualmente 1,5 milioni di volumi, tra i quali 120.000 stampati anteriori al 1900 e oltre 2.000 manoscritti. Ogni anno si aggiungono all'archivio circa 30.000 volumi, ossia tutti quelli stampati in Lombardia. "Di denaro dallo Stato - ha concluso Bradburne - ne abbiamo, ma è destinato a scopi specifici e importanti come l'adeguamento degli impianti" senza che ci sia la possibilità di indirizzarlo ai capitoli di spesa più sofferenti.