Appello sindaci a Conte per frontalieri: situazione grave

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Milano, 13 mar. (askanews) - Sono 28 i sindaci - in rappresentanza di quasi 70 mila abitanti - che scrivono al premier Conte per accendere i riflettori del Governo sulla difficile e pericolosa situazione che vivono ogni giorno decine di migliaia di frontalieri che quotidianamente si recano in Canton Ticino per lavorare. Della vicenda il governatore della Lombardia ha informato anche il sottosegretario agli Affari Esteri, Ivan Scalfarotto che ha in programma un colloquio con l'ambasciatrice svizzera in Italia, Rita Adam.

I sindaci chiedono a Fontana di farsi portavoce - verso il Governo - della loro richiesta e di quella dei loro concittadini, esasperati dal comportamento della Svizzera nei loro confronti, tra frontiere chiuse con la scusa di controlli sanitari che in realtà non vengono effettuati e provvedimenti troppo blandi rispetto al rapido dilagare dell'epidemia sul territorio elvetico.   All'appello si uniscono anche i Parlamentari Stefano Candiani (Lega), Nicola Molteni (Lega), i Consiglieri Regionali della Lombardia Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale - Fontana Presidente) ed Emanuele Monti (Presidente Commissione Sanità - Lega).   "Il Governo deve considerare e tener pienamente conto della condizione dei 70 mila lavoratori frontalieri delle provincie di Varese, Como, Sondrio e Verbano Cusio Ossola sia relativamente alla tutela della loro salute sui posti di lavoro oltre confine sia prevedendo, nel prossimo decreto che deve far fronte alle ripercussioni economiche causate dal coronavirus, le necessarie risorse per poter dare assistenza dal punto di vista previdenziale ed economico ai nostri lavoratori. Di queste cose ne abbiamo parlato nelle scorse ore con il Sottosegretario Scalfarotto" , hanno dichiarato i parlamentari Candiani e Molteni.