Apple avverte sviluppatori app Cina di non aggirare regole privacy

Red
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Roma, 19 mar. (askanews) - Tra Apple e gli sviluppatori cinesi delle app che girano sui suoi dispositivi è iniziata una schermaglia che rischia di diventare guerra, perché in ballo ci sono molti miliardi di dollari. La casa della mela, infatti, ha deciso di rendere più stringenti le sue politiche di privacy in Cina a partire dalla primavera, per impedire che vengano effettuate profilazioni degli utenti attraverso le app al fine di inviare loro pubblicità mirata, senza che vi sia il consenso preventivo degli utenti stessi. Lo racconta oggi il Financial Times.

Il mercato dell'advertising sugli smartphone vale qualcosa come 240 miliardi di dollari. Apple sta effettuando un upgrade delle sue policy relative alla privacy per, quindi, fare in modo che venga chiesto il permesso prima di procedere con profilazioni. Ma questa prospettiva spaventa gli sviluppatori, i quali vedrebbero andare in fumo miliardi in entrate. Già Facebook ha espresso tutta la sua contrarietà. In Cina, però, si è preso un altro approccio, più aggressivo: hanno sviluppato un sistema per aggirare le nuove regole imposte dalla casa fondata da Steve Jobs. Questo sistema si chiama CAID e ha il sostegno dell'Associazione cinese per la pubblicità.

A quanto scrive il Ft, Apple ha iniziato un fuoco di sbarramento, lanciando avvertimenti agli sviluppatori di app cinesi e minacciando di eliminarli dall'App Store se continuaranno a creare un codice identificativo singolo per utente, non allineandosi alle regole dello stesso store entro 14 giorni.

Secondo gli analisti interpellati dal Ft, questo passo è un punto a favore del produttore americano di smartphone, perché dimostra di aver raggiunto un grado di sofisticazione tale da rilevare le app che utilizzano il sistema CAID e da poter quindi intervenire.

Nei giorni scorsi, però, Ft ha anche spiegato di essere venuto in possesso di documenti che dimostrerebbero che alcuni giganti tech cinesi - tra i quali Baidu, ByteDance e Tencent - stanno sperimentando sulla base del CAID come aggirare la protezione Apple usando diverse varianti del sistema che puntano sull'indirizzo IP o sul numero IMEI che è unico per ogni apparecchio. Entrambe le ipotesi sono contrarie alle politiche di privacy di Apple. Insomma si sta preparando una specie di caccia del gatto al topo, in cui il pezzo di formaggio sono i dati degli utenti.