Apple nei guai per le tastiere dei suoi MacBook

Secondo migliaia di utenti la tastiera con tasti a farfalla dei nuovi MacBook Pro va in tilt anche quando la più piccola quantità di polvere o di briciole si deposita tra i tasti. (Credits – Getty Images)

Doveva essere la tastiera che rivoluzionava i computer portatili, ma i tasti del MacBook di Apple stanno creando più di un grattacapo alla società di Cupertino. Che ora si trova di fronte a una class action. Ecco perché.

Secondo migliaia di utenti la tastiera con tasti a farfalla dei nuovi MacBook Pro va in tilt anche quando la più piccola quantità di polvere o di briciole si deposita tra i tasti. Come si legge sulla denuncia formale è stata depositata nella Northerh District Court of California, infatti, “la tastiera a farfalla di Apple e i MacBook sono prodotti e assemblati in modo tale che quando un minimo quantitativo di polvere o briciole si accumula sotto o intorno un tasto, la battitura potrebbe non essere riconosciuta”.

Non solo, perché sempre secondo la denuncia, “questo difetto compromette una delle funzionalità cruciali del MacBook. Come risultato del difetto i consumatori che hanno comprato un MacBook potrebbero affrontare con facilità il danneggiamento della tastiera, così che il MacBook non possa più consegnare una delle sue funzioni principali: la scrittura di testi”.

A peggiorare il tutto, il fatto che secondo la denuncia la Apple era a conoscenza del problema. La class action coinvolge sia i MacBook Pro sia il MacBook da 12”, con la società di Cupertino che era a conoscenza del problema e, nonostante ciò, ha introdotto la tastiera a farfalla anche sui MacBook Pro, vendendola ai prezzi premium a cui vengono proposti i portatili della famiglia.

Secondo gli utenti, a tutto ciò si aggiunge che Apple ha fatto di fatto pubblicità ingannevole, visto che la campagna promozionale Apple avrebbe dichiarato che la tastiera a farfalla “offre una stabilità per i tasti di quattro volte superiore rispetto al tradizionale meccanismo a forbici”. Nella class action si chiedono ad Apple i danni e le spese legali, oltre a un’ammissione formale del problema con relativa campagna di sostituzione delle unità difettose, incluso un rimborso parziale della spesa per i consumatori che hanno effettuato l’acquisto del dispositivo.