Apple nel mirino della Ue per la sua posizione dominante sulla musica online

Brahim Maarad
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AGI - L'Ue ritiene che il gigante americano Apple abbia "distorto la concorrenza" nel mercato della musica online, "abusando della sua posizione dominante" per estromettere i rivali, secondo un atto di accusa emesso dalla Commissione europea.

Bruxelles, preoccupata per le restrizioni imposte da Apple agli utenti e agli sviluppatori di applicazioni, aveva aperto un'indagine a seguito di una denuncia della società svedese Spotify che accusava la societa' di Cupertino di utilizzare il suo App Store in modo ingiusto per promuovere il suo servizio Apple Music.

"Stabilendo regole severe sull'App Store che svantaggiano i servizi di streaming musicale concorrenti, Apple priva gli utenti di scelte di streaming musicale più economiche e distorce la concorrenza", ha dichiarato la vice presidente della Commissione con delega alla Concorrenza, Margrethe Vestager.

La risposta di Apple

Pronta replica di Apple all'Antitrust Ue che l'ha accusata di aver "distorto la concorrenza" nel mercato della musica online, "abusando della sua posizione dominante" per estromettere i rivali.

Una mossa, l'ha definita il gigante di Cupertino secondo quanto riporta Reuters, che rappresenta "l'opposto della concorrenza equa".

"Spotify è diventato il più grande servizio di abbonamento musicale nel mondo, e siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo giocato in questo contesto", ha detto Apple in un comunicato. "Ancora una volta, vogliono tutti i benefici dell'App Store ma non pensano di dover pagare nulla per questo. L'argomento della Commissione a favore di Spotify è l'opposto della concorrenza leale", ha aggiunto.

Le motivazioni della Commissione

La Commissione - si legge in una nota - contesta l'uso obbligatorio del meccanismo di acquisto in-app di Apple imposto agli sviluppatori di app di streaming musicale per distribuirle tramite l'App Store di Apple. La Commissione è inoltre preoccupata per il fatto che Apple applichi alcune restrizioni agli sviluppatori di app impedendo loro di informare gli utenti di iPhone e iPad di possibilità di acquisto alternative e più economiche.

La comunicazione degli addebiti inviata da Bruxelles ad Apple riguarda l'applicazione di queste regole a tutte le app di streaming musicale, che competono con l'app di streaming musicale di Apple “Apple Music” nello Spazio economico europeo. 

La Commissione rileva preliminarmente che Apple detiene una posizione dominante nel mercato della distribuzione di app di streaming musicale tramite il suo App Store. Per gli sviluppatori di app, l'App Store è l'unico gateway per i consumatori che utilizzano smartphone di Apple in esecuzione sul sistema operativo di iOS. I dispositivi e il software di Apple formano un "ecosistema chiuso" in cui Apple controlla ogni aspetto dell'esperienza utente per iPhone e iPad.

L'App Store di Apple fa parte di questo ecosistema e l'unico app store che gli utenti di iPhone e iPad possono utilizzare per scaricare app per i propri dispositivi mobili. La Commissione ha riscontrato che gli utenti dei dispositivi Apple sono molto fedeli al marchio e non cambiano facilmente. Di conseguenza, per servire gli utenti iOS, gli sviluppatori di app devono distribuire le loro app tramite l'App Store, soggetto alle regole obbligatorie e non negoziabili di Apple. 

Le preoccupazioni della Commissione

Come sottolineato nella comunicazione degli addebiti, riguardano la combinazione di due vincoli che Apple impone nei suoi accordi con gli sviluppatori di app di streaming musicale. Il primo riguarda l'uso obbligatorio del sistema di acquisto in-app proprietario di Apple per la distribuzione di contenuti digitali a pagamento.

Apple addebita agli sviluppatori di app una commissione del 30% su tutti gli abbonamenti acquistati tramite il sistema obbligatorio. L'indagine della Commissione ha mostrato che la maggior parte dei fornitori di streaming ha trasferito questa tariffa agli utenti finali aumentando i prezzi.

Il secondo vincolo riguardo le "disposizioni anti-cambio" che limitano la capacità degli sviluppatori di app di informare gli utenti di possibilità di acquisto alternative al di fuori delle app. Sebbene Apple consenta agli utenti di utilizzare abbonamenti musicali acquistati altrove, le sue regole impediscono agli sviluppatori di informare gli utenti su tali possibilità di acquisto, che di solito sono più economiche.

La Commissione teme che gli utenti di dispositivi Apple paghino prezzi notevolmente più alti per i loro servizi di abbonamento musicale o che non possano acquistare determinati abbonamenti direttamente nelle loro app.

Il parere preliminare della Commissione è che le regole di Apple distorcano la concorrenza nel mercato dei servizi di streaming musicale aumentando i costi degli sviluppatori di app di streaming musicale concorrenti. Ciò a sua volta porta a prezzi più elevati per i consumatori per i loro abbonamenti musicali in-app sui dispositivi iOs.

Inoltre, Apple diventa l'intermediario per tutte le transazioni in-app e assume il rapporto di fatturazione, nonché le relative comunicazioni per i concorrenti. Se confermato, questo comportamento violerebbe l'articolo 102 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (Tfue) che vieta l'abuso di una posizione dominante sul mercato.