Apple offre prestiti con “Pay Later”, e le banche tremano

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Roma, 9 giu. (askanews) - Apple si lancia sul settore finanziario offrendo prestiti direttamente ai consumatori, con il suo nuovo prodotto "compra ora, paga dopo", assumendo in prima persona un ruolo nei servizi creditizi svolto finora dai suoi partner bancari come Goldman Sachs.

I prestiti a breve concessi grazie al nuovo servizio Apple Pay Later del produttore dell'iPhone, annunciato lunedì scorso, saranno erogati attraverso una controllata al 100%, Apple Financing. Apple Pay Later sarà accettato dai milioni di rivenditori statunitensi che già utilizzano il servizio di pagamento mobile e online dell'iPhone, offrendo una portata ampia e una base di clienti invidiabile.

Il passaggio dei Big Tech al business bancario è stato a lungo un timore dei colossi di Wall Street dopo anni di alleanze scomode in settore quali i pagamenti mobili. In passato Apple ha collaborato con Goldman per una carta di credito negli Stati Uniti e con banche quali Barclays nel Regno Unito per offrire finanziamenti per l'acquisto dei suoi dispositivi. Ma nell'ultimo prodotto finanziario del colosso di Cupertino le banche passano in secondo piano.

Goldman Sachs sta facilitando Apple Pay Later consentendo ad Apple di accedere alla rete di Mastercard, dal momento che il produttore di iPhone non ha una licenza per emettere direttamente le credenziali di pagamento. Ma Apple gestisce le sottoscrizioni e i prestiti attraverso la sua nuova controllata. In una nota, Goldman si è detta "entusiasta della nostra partnership con Apple, che continuerà solo a crescere".

La struttura del prodotto consentirà ad Apple di guadagnare commissioni su tutte le transazioni, offrirà all'azienda un maggiore controllo sui dati e contribuirà ad accelerare l'espansione internazionale dei suoi prodotti finanziari. Tuttavia, se un cliente non rimborsa un prestito, Apple si accolla la perdita.

La società non a voluto rivelare i meccanismi specifici con cui finanzierà i prestiti, ma di fatto può facilmente permettersi di prestare denaro, soprattutto a breve termine, direttamente dalle proprie casse. A fine marzo Apple aveva una liquidità netta di 73 miliardi di dollari.

Il servizio "acquista ora, paga dopo" è l'ultima proposta di una serie crescente di servizi finanziari Apple, tutti gestiti tramite l'app Wallet preinstallata su ogni iPhone.

Apple Pay, che ha debuttato nel 2014, consente ai possessori di iPhone e Apple Watch di utilizzare carte di credito e di debito collegando i propri dispositivi ai lettori wireless nei negozi. Nel 2017, Apple ha aggiunto la possibilità di effettuare pagamenti peer-to-peer tramite un servizio chiamato Apple Cash. La società ha affermato di non ritenere necessario richiedere una licenza bancaria al momento.

Diverse società tech, tra cui Amazon, PayPal, Stripe, Shopify e Block, offrono finanziamenti alle piccole imprese che vendono attraverso le loro piattaforme. Tuttavia, pochi gruppi big tech, a parte le fintech specializzate come Klarna e Affirm, offrono prestiti genericì ai consumatori pe ri loro acquisti, come ora vuole fare Apple. Gli acquirenti dei costosi apparecchi Apple tendono ad avere redditi più elevati, il che li rende creditori meno rischiosi. Apple può anche utilizzare i dati dei clienti, ad esempio da quanto tempo possiedono un iPhone o la frequenza con cui acquistano app dall'App Store, per determinare se sono solventi.

Apple ha affermato che la sua decisione di muoversi da sola è stata presa anche per evitare di condividere dati personali con terze parti. La società non addebiterà commissioni per i ritardi di pagamento, come già fanno Klarna e Affirm, ma limiterà l'accesso ad altro credito a breve.

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