Apple Tv+ arriva in Italia: come funziona e perché la Mela punta sullo streaming

paolo fiore

Apple Tv+ è arrivata in Italia. Il prezzo è aggressivo e i grandi nomi ci sono sin da subito. Non ci si aspetti però un'offerta chilometrica: i titoli – tutti originali – sono meno di dieci. Altri ne seguiranno, ma Apple Tv+ non è, e forse non sarà mai, un serbatoio stracolmo di contenuti come Netflix. La scelta, stilistica e finanziaria, è un'altra.

Come funziona Apple Tv+

Apple Tv+ è stata rivelata, dopo mesi di rumors, lo scorso marzo. È una piattaforma di streaming come ce ne sono altre, da Netflix ad Amazon Prime Video. Ci si abbona e si ha accesso a una galleria di film e serie tv. Al momento, ce ne sono otto: i più reclamizzati – con i protagonisti sul palco nella presentazione di marzo – sono The Morning Show e See.

La prima è una serie ambientata nel dietro le quinte dei programmi mattutini americani. I protagonisti sono Reese Witherspoon, Jennifer Aniston e Steve Carell. Gente che mette insieme tre Golden Globe e un Oscar. See è invece una serie, interpretata da Jason Momoa, in cui un'epidemia ha ridotto il genere umano alla cecità. Gli altri contenuti sono For All Mankind, Dickinson, La madre degli elefanti, Helpsters, Lo scrittore fantasma e Snoopy nello spazio.

Arriveranno a breve Servant, Truth Be Told e Hala. Più in là ci saranno anche le due docu-serie (una sulla salute mentale e una sugli abusi sul posto di lavoro) firmate da Oprah Winfrey. Nell'evento di lancio, si erano visto sul palco anche Steven Spielberg (redento sulla via dello streaming dopo aver proposto che le produzioni Netflix fossero escluse dalla corsa agli Oscar) e in video Sofia Coppola, Ron Howard, M. Night Shyamalan, Damien Chazelle e J.J. Abrams. Statuette a manciate.

L'abbonamento si sottoscrive inserendo i propri dati. Si inizia a pagare dopo sette giorni di prova. La novità – praticamente inedita per Apple – è che Tv+ non è limitata ai possessori di dispositivi della Mela. Può iscriversi chiunque, anche se non ha un iPhone, un iPad o un Mac. C'è quindi da una parte l'esclusività dei contenuti (che non sono disponibili altrove), dall'altra una fessura nel – solitamente chiuso – ecosistema Apple. C'è però un (piccolo) incentivo all'acquisto degli hardware: chi compra un prodotto di Cupertino avrà un anno di abbonamento in regalo. Un bonus da meno di 60 euro. Il prezzo di Apple Tv+ è infatti di 4,99 euro al mese.

Ingresso aggressivo se si considera che Netflix parte da 7,99 euro. Per un'offerta tecnica vicina a Apple (video in 4K e condivisione familiare fino a sei persone), serve però sottoscrivere la versione premium da 15,99 euro. Come detto, però, c'è una discrepanza enorme a livello di quantità: migliaia di contenuti contro una decina.

La scelta di offrire meno scelta

Per fare quantità, Apple ha rinnovato l'app Tv (senza plus). Il suo funzionamento è simile a quello di Google Play: si noleggia o si acquista il singolo titolo. Niente abbonamenti quindi, ma la possibilità (anche in questo caso) di usufruirne anche senza iPhone o Mac. Apple Tv+ fa quindi una scelta precisa. Spendere, tanto, ma per un'offerta tutt'altro che sterminata.

Netflix è andata in direzione opposta, imboccando un circolo (se virtuoso o vizioso non è ancora certo): gli investimenti in contenuti originali lievitano, i prezzi vengono ritoccati al rialzo per reggere, ma vanno giustificati con nuove produzioni originali e un'offerta sterminata. A volte, se gli algoritmi non funzionano a dovere, un po' dispersiva. Apple non ha certo problemi di cassa: ha quindi deciso di limitare le opzioni a disposizione. Le amplierà. Ma potrebbe non avere interesse a raggiungere le dimensioni del catalogo Netflix. La priorità è un'altra.   

La priorità è la costanza

Si parla molto di Apple Tv+ come antagonista di Netflix. L'obiettivo – chiaro – per entrambi è sempre guadagnare. Ma per Cupertino, anche se è Cupertino, non sarà semplice partire da zero per inseguire una piattaforma da 160 milioni di abbonati. Ammesso che voglia farlo. A Tim Cook sbaragliare la concorrenza e intascare miliardi non farebbe certo ribrezzo, ma la vera priorità è ottenere un flusso d'incassi più costante, spalmato lungo tutto l'anno.

È questo il motivo per cui Apple sta puntando sui servizi, dei quali Tv+ è un tassello: sono più remunerativi e poco o per nulla stagionali (a differenza dell'hardware che fa il pieno a Natale e latita d'estate). L'abbonamento è mensile, può essere disdetto in ogni momento, ma si rinnova in automatico. Ecco perché i servizi (e anche Tv+) sono stati individuato come antidoto agli squilibri di Apple: attingono a nuovi settori, crescono ma servono anche ad allentare la dipendenza da iPhone e rappresentano una rete di protezione nel caso in cui (com'è successo nell'ultimo anno) le vendite di smartphone precipitino.

Cupertino sta aprendo una tranquilla strada rettilinea che corra accanto alle montagne russe dell'hardware. Anche a costo di tirare sul prezzo, come nel caso di Tv+: i margini di Apple (e in particolare dei servizi) restano comunque ampi. E, a differenza di Netflix, che campa solo con i contenuti, lo streaming è e sarà un frammento del gigantesco bilancio Apple.

Verso un pacchetto di servizi

Se l'approccio è questo, Apple Tv+ va osservato come una componente di una pacchetto più ampio. Forse la più attraente, ma pur sempre una componente. Sin dal lancio, diversi analisti (tra i quali quelli di Morgan Stanley) hanno sottolineato quanto sarebbe importante un “bundle”, cioè un'offerta che – con lo stesso abbonamento – metta a disposizione diversi servizi. All'inizio di ottobre, l'ipotesi è stata rilanciata dal Financial Times, secondo il quale la Mela avrebbe avviato un dialogo con le principali etichette discografiche per combinare Tv+ ed Apple Music.

A un prezzo che dovrebbe essere poco inferiore alla somma dei due abbonamenti (quindi sotto i 15 euro). Il sito ufficiale di Apple offre delle (piccole) conferme. Oltre alle pagine dedicate ai singoli servizi, ce n'è una che mette insieme un ipotetico pacchetto. La Mela l'ha intitolata “La nostra visione per la televisione”. E scorrendo (oltre ad alcuni hardware) si trovano Tv+, Apple Tv, ma anche Arcade, il servizio che dà accesso illimitato a oltre 100 giochi per 4,99 euro al mese. Per ora il legame è solo grafico. Domani chissà.