Approvato decreto su figli naturali. Letta: Mai più bimbi di serie B

Approvato decreto su figli naturali. Letta: Mai più bimbi di serie B

Roma, 12 lug. (LaPresse) - Mai più figli di serie B. E' questa la decisione presa questa mattina dal Consiglio dei ministro che ha approvato e inviato a Parlamento il decreto legislativo in materia di filiazione. "Da oggi - ha spiegato il premier Enrico Letta - scompare la distinzione fra diverse categorie di figli: non esistono piu figli di serie A e serie B. Si è figli e basta". "È un fatto di civiltà", ha aggiunto. Il testo, infatti, "modifica la normativa vigente al fine di eliminare ogni residua discriminazione rimasta nel nostro ordinamento fra i figli nati nel e fuori dal matrimonio, così garantendo la completa eguaglianza giuridica degli stessi" e prevede "l'introduzione del principio dell'unicità dello stato di figlio, anche adottivo" e conseguentemente "l'eliminazione dei riferimenti presenti nelle norme ai figli 'legittimi' ed ai figli 'naturali' e la sostituzione degli stessi con quello di 'figlio'"; il principio "per cui la filiazione fuori dal matrimonio produce effetti successori nei confronti di tutti i parenti e non solo con i genitori"; "la sostituzione della nozione di 'potestà genitoriale' con quella di 'responsabilità genitoriale', la modifica delle disposizioni di diritto internazionale privato con la previsione di norme di applicazione necessaria in attuazione del principio dell'unificazione dello stato di figlio". Durante il Consiglio dei ministri, inoltre, è stato avviato l'iter per la creazione dell'autorità dei trasporti. Il Governo, ha spiegato Letta, intende proporre al Parlamento la nomina dei tre componenti che sono Andrea Camanzi, Barbara Marinali e Mario Valducci. In ambito sanitario, approvato l'emendamento di classificazione dei farmaci in materia oncologica che permette - ha spiegato il ministro Lorenzin - "di garantire tempi rapidi per dispensare da parte del servizio sanitario nazionale speciali categorie di farmaci e semplificare le procedure dell'Aifa".

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