Approvato il Biotestamento, ecco cosa è

Duccio Fumero
Ogni persona maggiorenne può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto a idratazione e nutrizione artificiali. (Credits – Getty Images)

La Camera ha approvato con 326 voti a favore la legge sul biotestamento, la cui discussione ora passa al Senato. Ma il primo scoglio è stato superato con numeri larghi e, dunque, l’introduzione del biotestamento è più vicina. Ma cosa prevede la nuova legge, cosa garantisce e quali limiti ha?

In primo luogo va sottolineato che la proposta di legge sulle “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento sanitario” nulla ha a che vedere con l’eutanasia, la cui introduzione in Italia è ancora lunga da venire. La legge, invece, prevede la tutela al diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione di ogni persona e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di futura incapacità di autodeterminarsi, e dopo aver acquisito adeguate informazioni mediche sulle conseguenze delle sue scelte, può, attraverso disposizioni anticipate di trattamento (Dat), esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, compresi il consenso o il rifiuto a idratazione e nutrizione artificiali. Le Dat saranno vincolanti per il medico a meno che appaiano manifestamente inappropriate o non corrispondenti alla condizione clinica attuale del paziente, oppure qualora sussistano terapie non prevedibili o non conosciute dal disponente all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita.

Ogni persona ha il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile riguardo alla diagnosi, alla prognosi, ai benefìci e ai rischi degli accertamenti diagnostici e dei trattamenti sanitari indicati. Insomma, prima di scegliere se continuare le cure o meno, il paziente e i suoi famigliari hanno il diritto e il dovere di essere informati sulla situazione medica e sulle possibili alternative.

Ogni persona maggiorenne e capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, qualsiasi terapia o di revocare, in qualsiasi momento, il consenso prestato. Nutrizione e idratazione vengono equiparate a trattamenti sanitari e quindi sarà possibile chiedere lo stop alla somministrazione o rifiutarli.

Ai medici è riconosciuta l’obiezione di coscienza. Di fronte alla richiesta di un malato di lasciarlo morire, non avranno quindi l’obbligo di attuare le volontà del paziente. Il malato potrà, comunque, rivolgersi a un altro medico nell’ambito della stessa struttura sanitaria. Questo articolo, però, potrà creare problemi come nel caso degli aborti, perché bisognerà vedere se la struttura sanitaria avrà medici non obiettori.

Secondo la legge approvata alla Camera, il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati.

Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore.

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