Apre domani a Palazzo Morando la mostra "Milano anni '60"

Red-Alp

Milano, 5 nov. (askanews) - Da domani e fino al 9 febbraio 2020, Palazzo Morando ospita la mostra "Milano Anni '60" che ripercorre con fotografie, manifesti, riviste, arredi e oggetti di design la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività. Promossa dall'Amministrazione meneghina e curata da Stefano Galli, la mostra è organizzata da "MilanoinMostra" in collaborazione con la Direzione musei storici del Comune di Milano e la Questura di Milano, con il patrocinio della Polizia e della Regione Lombardia.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest'ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi. Fotografie e riviste dell'epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell'autostrada A1.

Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con personaggio del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta anche la storia di alcune aziende milanesi, comeBrionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese, oltre al mondo della cultura, delle gallerie d'arte, del cabaret e della musica, in particolare il jazz. Già alla fine degli anni '50, il capoluogo lombardo ospitò concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti come Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo. La fine di quel decennio segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi. Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.