Apre nel Bresciano il rinnovato museo della Valle Camonica romana

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Image from askanews web site
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Milano, 9 giu. (askanews) - A quarant'anni dall'inaugurazione avvenuta il 5 luglio 1981, a sei dall'idea di un nuovo museo e tre anni dopo l'avvio ufficiale dei lavori nell'autunno 2018, apre a Cividate Camuno (Brescia) il rinnovato Museo archeologico nazionale della Valle Camonica.

"Il nuovo museo, con rimandi anche ai luoghi vicini, contestualizza i ritrovamenti della Valle Camonica nel quadro più ampio dell'arco alpino, ponendosi come un museo della romanizzazione delle Alpi" ha spiegato Serena Solano, direttrice dei Parchi della Valle Camonica romana e curatore scientifico del progetto, sottolineando che "il progetto scientifico ha puntato a raccontare l'incontro di culture, nello specifico quella tra Camuni e Romani, illustrando i cambiamenti e le novità insieme agli aspetti di sovrapposizione e continuità". "Il fenomeno della romanizzazione di una vallata alpina è declinato nei suoi molteplici aspetti, dalla trasformazione del territorio, allo sfruttamento delle risorse, ai culti, agli insediamenti, agli aspetti della vita quotidiana, agli spazi pubblici, alla sfera funeraria" ha continuato Solano, evidenziando che "il percorso vuole guidare il visitatore alla scoperta della Valle Camonica romana con un linguaggio che utilizza due registri, uno più didascalico e scientifico e uno più immediato, scandito dalle sezioni colorate e ben distinte, con momenti dedicati anche alla scoperta e al gioco per stimolare la curiosità e la voglia di conoscenza, soprattutto dei più piccoli, attraverso il coinvolgimento attivo e il divertimento".

Nell'ex convento nel centro storico dell'antica Civitas Camunnorum, sono esposti i reperti di età romana trovati nel territorio di Cividate: materiali degli insediamenti tradizionali, una ricca collezione epigrafica, monumentali elementi architettonici e scultorei, raffinati affreschi dalle domus e ricchi corredi funerari dalle necropoli, con pendenti e amuleti anche in oro e argento, carichi di valenze simboliche.

"Il nuovo museo, con un percorso razionalizzato ed ampliato rispetto alla vecchia sede, risponde a molteplici esigenze: innanzi tutto a quella di dare spazio ad un patrimonio, quello emerso dagli scavi, in continua crescita - ha spiegato la direttrice regionale Musei Lombardia del ministero della Cultura, Emanuela Daffra - poi a quella di aggiornare i percorsi rispetto all'affinarsi degli studi e ai nuovi orizzonti della disciplina, infine, ma non da ultimo, per avvicinare un pubblico che ha abitudini visive, stili e modelli di conoscenza completamente diversi rispetto agli anni Ottanta ed in continua evoluzione".