Aquarius, Salvini esulta: "Paga alzare la voce con garbo, nuovo fronte della politica"

Palazzo Chigi - Consiglio dei Ministri

"Grande soddisfazione da vicepremier, da ministro e da papà per come si sta risolvendo la vicenda di questo barcone. Evidentemente, alzare garbatamente la voce paga. Cosa che l'Italia non faceva da tempo immemore". Matteo Salvini esulta dopo la risoluzione del caso della nave Aquarius. "Abbiamo aperto un nuovo fronte per la politica dell'immigrazione a livello continentale. E' primo e importante segnale del fatto che la situazione non può continuare così", ha dichiarato il ministro dell'Interno e segretario della Lega, in conferenza stampa in via Bellerio dopo il Consiglio federale. "Il problema si è risolto grazie al buon cuore del governo spagnolo", ha aggiunto Salvini, per poi attaccare nuovamente Malta. "Il fatto che Malta se ne freghi dal mio punto di vista è inaccettabile. Non è possibile che il governo maltese faccia finta di niente quando le navi" con i migranti "passano a poche miglia dalle sue coste".

Poi si passa ad analizzare la questione dal punto di vista più generale. "Ovviamente, ci saranno altri sbarchi. Mi interessava sollevare il problema a livello continentale, coinvolgere chi non era coinvolto come la Spagna e dare seguito alle parole della Merkel, che ha detto che l'Italia è stata lasciata sola". "Abbiamo sollevato il problema. Per me poco cambia o si chiami Aquarius o Sea Watch3. Voglio porre fino a questo traffico di esseri umani. E dunque, come abbiamo sollevato il problema per Aquarius, lo faremo per tutte le altre navi". 

Uno dei fronti più importanti per Salvini, inoltre, è quello dei "costi per gli italiani". "Stiamo lavorando come ministero dell'Interno, siamo lì da 9 giorni e cerchiamo di recuperare anni di dormite altrui. Uno dei fronti è quello dei costi che gli italiani devono sostenere per esercito di finti profughi. Stiamo lavorando sulla cifra dei 35 euro" per ogni migrante, ha sottolineato il vicepremier. "Voglio vedere se tutte queste Ong continueranno ad essere generose con meno di 35 euro al giorno", ha aggiunto.

DI MAIO SODDISFATTO - Esprime soddisfazione anche l'altro vicepremier Luigi Di Maio, che, dopo la decisione spagnola, parla di "punto di svolta". "Il nostro governo ha deciso, visto che non c'era nessuna emergenza, di non far sbarcare la nave e di fare appello agli altri Paesi europei affinché non lasciassero ancora una volta da sola l'Italia nella gestione dei flussi migratori che è un fenomeno che riguarda tutta l'Europa. Abbiamo chiesto quello su cui a parole tutti i Paesi europei sono d accordo: aiuto, solidarietà, suddivisione equa dei migranti che arrivano. Poche ore fa il Presidente spagnolo Sanchez ha annunciato che la Spagna accoglierà la nave Aquarius. È una notizia importante perché segna un punto di svolta. E' bastato fare ciò che avrebbero dovuto fare i governi precedenti, cioè dire "l'Italia non può più farsi carico da sola di questa fenomeno globale" che finalmente si è attivato un altro Paese", ha scritto su Facebook.

"Da oggi l'Italia non è più sola e ci auguriamo che gli altri leader europei seguano l'esempio di Sanchez. Questa è la dimostrazione che se si vuole si può fare. Ora speriamo che questo non rimanga un gesto isolato ma che dia il via ad un approccio strutturale. Che deve passare prima di tutto per la modifica del Regolamento di Dublino".

"Ne sentite spesso parlare in queste ore, e noi lo chiediamo da sempre. Qual è il problema di questo regolamento? Che obbliga il primo Paese che accoglie i migranti a gestirli. E il primo Paese negli ultimi anni è sempre stato l'Italia - ha aggiunto il capo politico di M5S -  E ' questo che ha creato il business dell'immigrazione, e che fa dire a certi gestori di cooperative che l'immigrazione rende più della droga (ve lo ricordate Buzzi, dell'inchiesta Mafia Capitale?)".

LE CRITICHE DI MARTINA - "L'intervento della Spagna non è una vittoria, ma è un sospiro di sollievo", attacca invece Maurizio Martina. "Rileviamo l'assoluta mancanza di dialogo nella maggioranza sul tema della migrazione", ha affermato il segretario reggente del Pd, chiedendo "di discutere in Parlamento della strategia complessiva" che il nostro Paese vorrà tenere. Poi la stoccata a Conte. "Sottolineiamo anche l'incredibile insufficienza dell'azione del presidente del Consiglio in queste ore su questi temi". "Non è possibile che la strategia si faccia a colpi di tweet".