Aquileia porta di Roma verso l’Oriente, la mostra all’Ara Pacis

Aquileia porta di Roma verso l’Oriente, la mostra all’Ara Pacis

Roma, 27 nov. (askanews) – Porta di Roma verso i Balcani, snodo commerciale, ricca e popolosa in età romana, poi fulcro d’irradiazione del cristianesimo nel tardo impero e oltre. E’ Aquileia, città al culmine dell’Adriatico, celebrata a Roma da una mostra all’Ara Pacis con le sue statue, i suoi mosaici, la ricca produzione di ambra. L’occasione sono i 2.200 anni dalla nascita della città. Ce la racconta Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e ambasciatore dell’Ordine dei Cavalieri di Malta presso la Santa Sede.

“Aquileia, costruita per essere porta di Roma verso Oriente, per consentire l’espansione di Roma nei Balcani, è diventata nel giro di due secoli la porta verso Roma dell’Oriente e ha ricevuto influssi importantissimi dal Nordafrica, dal Vicino oriente, dai Balcani. Ha acquistato una sua romanità tutta particolare; volevamo accostarla alla romanità di Roma e quale posto migliore dell’Ara Pacis”.

Non potendo portare tutta Aquileia a Roma, ci sono però tante dotazioni multimediali, e dall’esposizione sono nate anche nuove idee per riportare la città sotto i riflettori.

“Abbiamo pensato a collaborazioni da mettere in piedi con Roma tre, con la Sapienza, con l’MIT”.

La mostra ripercorre la storia e le trasformazioni di Aquileia fino alla conquista veneziana nel 1420, prima del passaggio sotto il dominio asburgico, e oltre.

“Abbiamo cercato di portare l’Aquileia come tradizionalmente viene vista, i resti di una grande città romana,le statue e i calchi di grandi città romane; la meravigliosa testa di vento che fa vedere come l’ellenismo fosse arrivato anche in quella parte d’Italia il bassorilievo con l’abbraccio di Pietro e Paolo, i ricordi del patriarcato nella parte multimediale, e poi siamo arrivati fino all’Aquilea del secolo scorso quando Aquileia per l’ultima volta ha svolto un ruolo nazionale con l’identificazione del milite ignoto e il trasporto a Roma, in qualche modo un evento che l’ha portata ad essere un luogo simbolico della riunificazione d’Italia.