Aramco si propone per fornire idrogeno per decarbonizzare Giappone

Red
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Roma, 2 feb. (askanews) - C'è un paese che sta puntando molto sull'idrogeno per la sua decarbonizzazione, ed è il Giappone. Ce n'è un altro che è un grande fornitore di idrocarburi dello stesso Giappone, ma che ora si propone anche come fornitore di idrogeno: è l'Arabia saudita. La chiave di questo rapporto è l'ammoniaca.

Il Giappone, che punta a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, ha deciso - secondo quanto recentemente riferito dalla stampa nipponica - di fare dell'idrogeno la sua prima fonte di energia entro il 2030, sia per lo sforzi green del paese sia anche per mandare in pensione un buon numero di controversi reattori nucleari.

A questo scopo - secondo l'agenzia di stampa Reuters - il governo ha stanziato 2mila miliardi di yen, 19 miliardi di dollari circa, per la ricerca volta a rendere competitiva la produzione d'energia attraverso l'idrogeno, che attualmente costa 10 volte quella con gli idrocarburi. Le emissioni prodotte dall'idrogeno sono esclusivamente di vapore acqueo.

Uno dei problemi più grossi per questa transizione all'idrogeno è la costituzione di una catena d'approvvigionamento. E una soluzione al Giappone la sta offrendo l'Arabia saudita, attraverso la sua compagnia Aramco, secondo quanto scrive oggi il Nikkei Asia che ha intervistato il capo della divisione tecnologica della grande compagnia energetica saudita, Ahmad al Khowaiter. Si tratta di quella offerta dall'ammoniaca, che è un composto la cui formula chimica è NH3, cioè un atomo di azoto e tre di idrogeno.

L'Aramco ha la tecnologia per separare l'idrogeno dal gas naturale e per produrre ammoniaca, catturando l'anidride carbonica prodotta in questo processo. Quest'ultima viene trattata usando una tecnologia di cattura, utilizzo e conservazione (CCUS), iniettandola nei giacimenti di petrolio per rafforzare la produzione o viene stoccata sottoterra.

L'ammoniaca, dal canto suo, può essere utilizzata nella generazione di energia e per il trasporto dell'idrogeno. Una delle principali difficoltà per lo sviluppo di una catena di approvvigionamento, infatti, è il fatto che l'idrogeno deve essere portato a una temperatura proibitiva - -253 gradi centigradi - per essere ridotto a forma liquida e quindi trasportato. Tuttavia, nel composto con l'azoto, il trasporto è molto più esemplice e può essere fatto utilizzando l'attuale infrastruttura.

Lo scorso anno l'Aramco ha inviato in Giappone 40 tonnellate di ammoniaca, in un progetto comune con il governo nipponico e con la Mitsubishi Corp. e la compagnia ingegneristica nipponica JGC.