Arancia meccanica e Cane di paglia: 50 anni fa la violenza accese il cinema

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Cane di paglia e Arancia meccanica (Photo: Getty-HP)
Cane di paglia e Arancia meccanica (Photo: Getty-HP)

Da una parte abbiamo un gruppo di amici che picchia e stupra per divertimento. Dall’altra un timido prof americano che, in un paesino sperduto della Cornovaglia, si trasforma in un killer spietato per difendere la sua idea di giustizia. Siamo alla fine del 1971, 50 anni fa, e la violenza conquista il cinema. Escono infatti a pochi giorni di distanza Arancia meccanica di Stanley Kubrick e Cane di paglia di Sam Peckinpah, due film americani girati in Inghilterra. Entrambi vengono recensiti nello stesso numero di “Time” e “Newsweek”. Due film molto diversi che però ricevono accuse dello stesso tenore. Immorali, reazionari, fascisti, diseducativi, pericolosi. Insomma, i tempi sono quelli che sono ma il valore delle opere e la loro estetica vengono quasi messi da parte.

Arancia meccanica parla della rieducazione da parte dello Stato di un giovane che passa le sue giornate all’insegna dell’ultraviolenza in un’epoca futuristica e vagamente distopica. Il film di Kubrick analizza la questione del libero arbitrio in maniera brutale e senza tanti fraintendimenti. Come spiega lui stesso in un’intervista in cui gli si chiede conto di tutte le critiche sul voyeurismo e l’esagerata violenza mostrati nel suo lavoro, vietato ai 18 anni. “È necessario che l’uomo possa scegliere tra bene e male - afferma - e che ci sia il caso in cui egli scelga il male. Privarlo di questa possibilità di scelta, significa renderlo qualcosa di inferiore all’umano - un’arancia meccanica appunto”. Il cineasta aggiunge: “Credo che l’opera d’arte non abbia altra responsabilità se non quella di essere opera d’arte”. Nonostante tutto è lo stesso Kubrick a chiedere il ritiro di Arancia meccanica dalle sale inglesi dopo le numerose minacce di morte subite. Il film tornerà disponibile solo nel 2001.

Con Cane di paglia invece la censura interviene in maniera molto dura. SI tratta del primo film di Peckinpah a non essere un western, anche se ne contiene tutti i crismi. Il protagonista è Dustin Hoffman che interpreta un matematico statunitense arrivato in Cornovaglia con la giovane moglie per approfondire alcuni studi. A poco a poco la gente del posto sottoporrà la coppia a ogni genere di angheria fino a scatenare una reazione senza mezze misure. Nel mirino della critica finisce una certa visione amorale della società in cui le relazioni sono regolate attraverso la forza e nient’altro. In verità il filo rosso dell’intera pellicola è il fatto che nessuna persona è esente dalla violenza. Insomma nessuno è un “cane di paglia” come dal titolo dell’opera e in tutti è insito una forma di autodifesa che se messa alla prova può esplodere nella maniera più feroce. Ma il giudizio censorio non ha pietà: il film viene vietato ai minori di 18 anni in quasi tutti i paesi in cui esce. Negli Stati Uniti subisce un taglio di 5 minuti, mentre in Inghilterra viene sequestrato e messo al bando per 30 anni. Stessa cosa succede per la versione home video fino al 2002.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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