Arcangelo Sassolino da Arte Sella: tecnologia come natura

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Trento, 20 giu. (askanews) – La relazione tra l’arte contemporanea e la natura è stretta, intricata quasi come il nodo che Henrique Oliveira ha immaginato nella sua opera “Radice comune”, uno dei lavori che si possono incontrare da Arte Sella, luogo in Valsugana, in Trentino, nel quale dal 1986 arte, musica e danza si confrontano con l’ambiente naturale e con la sua enorme potenza. Un progetto che, con l’intervento di Arcangelo Sassolino che ha presentato la propria opera “Physys”, ora imbocca una nuova strada, fatta anche di confronto con la tecnologia, che aggiorna l’approccio al lavoro degli artisti, ma senza rinunciare alla propria visione di fondo.

“E’ un’opera che è 100% natura, ma anche 100% tecnologia – ha spiegato ad askanews Giacomo Bianchi, presidente di Arte Sella – quindi è quasi un paradosso, ma è realmente un’opera che ci invita a metterci in dialogo con un tempo della natura che abbiamo dimenticato e abbiamo perso, ma lo facciamo non in modo naive, lo facciamo attraverso la nostra capacità creativa: l’uomo è tecnologico, quindi a tecnologia ci sta tutta qui, però è un tecnologia che cerca di collaborare con la natura. E’ un collaborazione natura-uomo”.

Scultore, protagonista del dibattito più recente, con l’apprezzata presenza al Padiglione di Malta in Biennale e con un intervento di arte pubblica a Palermo, Sassolino ha portato ad Arte Sella un’opera composta da due blocchi di granito trentino che, attraverso dei binari e un macchinario alimentato dall’energia solare, nel corso delle ore si muovono in base alla situazione atmosferica.

“Il fatto che questa massa di quasi 50 tonnellate – ci ha detto l’artista – si avvicini, si allontani, si schiuda, come un fiore, come una conchiglia, come una gemma, però legata completamente al meteo, mi piaceva molto. Mi piaceva che in mezzo a questi alberi magnifici, in mezzo a questo luogo, ci fosse un tempo dilatato e completamente non più legato all’uomo”.

Forse il punto è proprio questo: la dimensione autonoma dell’opera, il suo agire “come se” fosse natura, avendo ben presente che il “come se” è una dei concetti chiave della grande filosofia moderna. Il suo stare dentro una dimensione che guarda alla geologia, se non altro come postura. Senza dimenticare il suo essere arte, quindi manufatto, teoria, tecnica, ma con una consapevolezza nuova e, per così dire, un distacco dalla figura dell’artista-demiurgo che da sempre è uno degli elementi portanti del progetto Arte Sella.

“Senza fare dei collegamenti troppo articolati – ha aggiunto Arcangelo Sassolino – penso però che il fatto che ci sia uno sconfinamento della forma, uno sconfinamento del tempo, che ci sia una luce dentro il lavoro, una luce instabile, sono tutti elementi che mi interessano tantissimo”.

Così come è estremamente interessante ripercorrere i luoghi di Arte Sella, riguardando come, per esempio, Gianandrea Gazzola ha immaginato una scultura capace di scrivere sull’acqua, oppure Edoardo Tresoldi ha ragionato sulla simbiosi, probabilmente in fondo impossibile, tra l’opera e il paesaggio. Tutti momenti che vanno poi a comporre, in una sorta di grande mosaico sempre non finito, una nuova formulazione della grande domanda sull’essenza del contemporaneo.

(Leonardo Merlini)

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