Arcelor-Mittal abbandona: l'ex Ilva torna all'Italia

(Photo by TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Il gigante dell'acciaio Arcelor-Mittal ha annunciato in una nota il recesso dall'ex Ilva. Lo stabilimento, insomma, torna di proprietà dello Stato Italiano.



Cosa diceva l’accordo firmato nel 2018

La notizia bomba di risoluzione del contratto arriva a un anno esatto dall'arrivo del gruppo siderurgico a Taranto. Secondo quell'accordo messo in atto il 31 ottobre 2018, infatti, la Arcelor-Mittal acquisiva (o meglio, affittava) tutte le attività di Ilva Spa: vale a dire, oltre all'acciaieria tarantina, anche gli insediamenti di Novi Ligure e Cornigliano. Il contratto d'affitto si sarebbe trasformato in effettiva cessione di proprietà solo l'1 maggio 2021, ma Arcelor-Mittal non ha voluto aspettare.


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Il perché dell’abbandono: la perdita dell’immunità

La ragione di tale rinuncia? Nelle note inviate ai Commissari italiani, il gruppo punta il dito contro il provvedimento con cui, dal 3 novembre 2019, "il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla Società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso".

Come ricorda infatti Arcelor-Mittal, il contratto firmato nel 2018 prevedeva che, nel caso in cui una nuova legge incidesse sui programi per l'ex Ilva in misura tale da rendere impossibile l'attuazione del piano industriale, la Società sarebbe stata libera di recedere. E così, in effetti, è stato.