ArcerlorMittal ha detto ai sindacati che manterrà i contratti

domenico palmiotti

ArcelorMittal ha comunicato mercoledì sera ai sindacati metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil che manterrà in vigore gli attuali istituti contrattuali (contratto aziendale di secondo livello). Ricevuta la comunicazione, i sindacati metalmeccanici hanno annullato l'incontro in programma per venerdì prossimo a Roma nella sede dei sindacati in corso Trieste.

Fonti vicine ad ArcelorMittal rendono noto che l'azienda ha confermato l'applicazione dei trattamenti economici e normativi derivanti dalla contrattazione collettiva aziendale in vigore presso la società Ilva sin quando non saranno ridefiniti in un nuovo accordo.

Da fonti sindacali si apprende che la questione stava rischiando di innescare una protesta dura e che c'è voluto l'intervento dei commissari straordinari Ilva, del negoziatore incaricato dal Governo, Francesco Caio, presidente Saipem, e del ministro Stefano Patuanelli (Mise) affinché ArcelorMittal recedesse dalla sua posizione e confermasse gli istituti.

Secondo fonti sindacali, l'azienda non voleva pagare tra l'altro la maggiorazione dei turnisti. Tale mancato pagamento sarebbe avvenuto a partire da febbraio riferito alla busta paga di gennaio e ArcelorMittal lo avrebbe comunicato formalmente venerdì prossimo alle organizzazioni metalmeccaniche. A fronte di questa eventualità, i sindacati avevano quindi paventato il blocco immediato della fabbrica con lo sciopero già a partire da lunedì prossimo.

Di qui il pressing scattato da più parti su ArcelorMittal per farla recedere. Pare, secondo fonti sindacali, che i commissari Ilva e Caio abbiano paventato anche l'interruzione del confronto in atto se l'azienda avesse mantenuto la sua posizione.

Giorni fa, chiedendo l'incontro, i vertici di Fim, Fiom e Uilm avevano detto ad ArcelorMittal che per loro gli istituti contrattuali andavano confermati in modo continuativo. A Genova, infine, a fronte della ventilata disdetta degli istituti contrattuali, erano già scattate le prime prese di posizione molto critiche delle sigle sindacali.