Arcivescovo giapponese critica le "lotte di potere" del Vaticano

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Città del Vaticano, 25 set. (askanews) - A poche settimane dal viaggio che il Papa farà in Giappone e Thailandia (19-26 novembre), mons. Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo dal 2000 al 2017, ha pubblicato una lettera aperte nella quale critica l'eccessiva centralizzazione del Vaticano, le sue poco edificanti "lotte di potere", la scarsa attenzione alle istanze delle Chiese locali, e incoraggia Francesco a proseguire nella riforma avviata.

"Il nostro supremo pastore del mondo, Papa Francesco, è molto pronto a innovare la situazione della Curia e della Santa Sede. Esprimo il mio cordiale sostegno a Sua Santità, e in occasione della sua visita in Giappone vorrei esprimere nuovamente i miei personali suggerimenti per il rinnovamento della Curia romana e della Santa Sede", scrive mons. Okada nella lettera pubblicata, tra gli altri, dall'agenzia Ucanews.

Tre i temi indicati dal'arcivescovo emerito di Tokyo. Il primo è la necessità di "inculturare" la fede, ossia adattare l'insegnamento cattolico alla cultura nipponica. In particolare, "ci sembra che la nuova versione dell'istruzione generale del messale romano finirà col cancellare alcuni casi di adattamento che erano prima permessi alla conferenza episcopale giapponese" e "abbiamo anche richiesto l'approvazione dei testi giapponesi tradotti dal latino per le preghiere durante la messa. Chiediamo umilmente per il riconoscimento della nostra qualifica per decidere le traduzioni ufficiali giapponesi dai testi latini". In conclusione, "propongo che la Curia romana sia più aperta agli adattamenti culturali avviati delle Chiese locali".

Secondo punto, la decentralizzazione: "Temo - scrive mons. Okada - che ci possa essere troppa centralizzazione di potere nella Santa Sede. Suggerisco che la Santa Sede tenti una maggiore decentralizzazione di potere tramite la delega alle conferenze episcopali. E' molto auspicabile per la Chiesa universale di condividere la responsabilità tra le Chiese locali". Inoltre, nota i presule, "metà della popolazione del mondo è asiativa. La Santa Sede dovrebbe usare meglio le risorse umane dei paesi asiatici".

Infine la "spiritualizzazione": "Desideriamo che la Curia romana sia per noi un segno grazie ai servitori di nostro Signore Gesù Cristo poveri, umili, fedeli e santi che lavorano lì. Nel passato abbiamo avuto una cattiva impressione del mondo del Vaticano quale posto di lotte o giochi di potere. Ora speriamo che per iniziativa dell'attuale Santo Padre la Santa Sede sarà rinnovata e diventerà Santa come il suo nome indica".