Arcuri chi? Ue irritata per l'annuncio di azione legale contro Pfizer

Angela Mauro
·Special correspondent on European affairs and political editor
·2 minuto per la lettura
ROME, ITALY - 2020/12/27: The extraordinary commissioner for the Covid-19 emergency, Domenico Arcuri speaks to reporters after five health workers at the Spallanzani Infectious Disease Hospital received an injection of their first dose of the Pfizer-BioNTech Covid-19 vaccine. (Photo by Cosimo Martemucci/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)
ROME, ITALY - 2020/12/27: The extraordinary commissioner for the Covid-19 emergency, Domenico Arcuri speaks to reporters after five health workers at the Spallanzani Infectious Disease Hospital received an injection of their first dose of the Pfizer-BioNTech Covid-19 vaccine. (Photo by Cosimo Martemucci/SOPA Images/LightRocket via Getty Images) (Photo: SOPA Images via Getty Images)

A Bruxelles cascano dal pero quando gli si chiede se siano al corrente degli annunci del commissario speciale per l’emergenza covid, Domenico Arcuri, circa un’azione legale dell’Italia contro Pfizer per i ritardi nella consegna dei vaccini. Fonti alte delle istituzioni europee vengono colte di sorpresa: non sanno che in questo imbarazzante caos sulla distribuzione delle dosi, l’Italia ha pensato di metterci del suo, ricorrendo alle vie legali. La reazione è irritata: “Non sta a noi commentare le azioni legali ma certo non ci si aspetta che gli Stati o le istituzioni europee denuncino le case farmaceutiche”. Il tutto alla vigilia della videoconferenza dei leader europei per un aggiornamento sulla pandemia: la prima dell’anno, la prima per Giuseppe Conte dopo una crisi di governo che fa stare in ansia i partner Ue.

Insomma, il copione che Arcuri si è scelto contro Pfizer, d’accordo con governo e Regioni, si distingue dai modelli di comportamento che l’Ue ha scelto di adottare nei confronti delle aziende farmaceutiche. Finora la Commissione ha firmato contratti la cui riservatezza è stata imposta dalle aziende, senza che l’Ue abbia battuto ciglio nella disperata ricerca di rimedi anti-pandemia. Nessuna informazione sensibile è pubblica, che si tratti di prezzi, consegne delle dosi o pagamenti. E questa mancanza di trasparenza non fa che accrescere gli interrogativi sul comportamento di Pfizer.

Ufficialmente l’azienda statunitense dice che ha dovuto rallentare le consegne perché ha bisogno di aumentare la produzione nello stabilimento europeo di Puurs, in Belgio. Ma la spiegazione non convince gli europarlamentari, che nella plenaria di questa settimana hanno chiesto che i contratti siano resi pubblici. E la Commissione Europea comincia a sentirsi accerchiata, quanto meno in imbarazzo ogni giorno di più.

Oggi la presidente Ursula von der Leyen si è gi...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.