Arcuri: ci mancano 300mila dosi, anche Moderna riduce: -20%

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 29 gen. (askanews) - "Pochi minuti fa anche Moderna ci ha avvisato che nella settimana dell'8 febbraio delle previste 166mila dosi di vaccino destinate all'Italia ne consegnerà 132mila, -20%". Lo ha detto il commissario all'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri in una conferenza stampa.

"Dopo Pfizer e AstraZeneca, anche Moderna. Il nostro stupore, preoccupazione e sconforto aumentano. Purtroppo ormai quasi ogni giorno le previsioni su andamento e durata della campagna di vaccinazione nel nostro Paese subiscono una rettifica. Quanto durerà, quanti italiani riusciremo a vaccinare e quando, sacrosante domande, ogni minuto siamo costretti a dare una risposta diversa, indipendentemente dalla nostra volontà, dal nostro operato, dai nostri sforzi e di quelli di Regioni, province, medici e infermieri".

All'Italia, ha detto, "mancano almeno 300mila dosi di vaccino che avremmo dovuto ricevere e non abbiamo ricevuto: pretendiamo che i fornitori rispettino gli impegni sottoscritti, da tutti coloro che non lo stanno facendo e non lo hanno fatto. Il vaccino non è una bibita nè una merendina. È l'unico antidoto per uscire da una notte che dura un anno. Non si può scherzare nè voltarsi dall'altra parte quando si tratta della salute delle persone. Non si deve fare propaganda, reclami, annunci e promesse: si devono consegnare i vaccini che i contratti impongono vengano consegnati".

"In Italia dal 5 al 15 gennaio, quando Pfizer ha annunciato i suoi primi ritardi, erano stati somministrati 81.545 vaccini al giorno. Dal giorno dopo, 16-25 gennaio, siamo riusciti a somministrarne 39.271 al giorno: meno della metà. È semplice e grave: non abbiamo i vaccini che ci era stato assicurato avremmo ricevuto, sono stati ridotti unilateralmente e continuano a essere ridotti".

"Con il governo faremo ogni cosa che possiamo perchè le legittime aspettative possano essere rispettate: fare il vaccino, diventare immuni e tornare alla vita normale. Non mi esimerò dal dare tutte le informazioni in mio possesso, con il governo faremo ogni cosa per pretendere il dovuto. Lo Stato italiano è stato il primo ad avviare un contenzioso con Pfizer: non si accontenta, ma pretende che conduca al riconoscimento delle sue ragioni, in Italia o in Europa", ha concluso Arcuri.