Domenico Arcuri: "Non siamo a pochi passi dalla fine, non commettiamo errori ora"

“Non siamo a pochi passi dall’uscita dall’emergenza, non siamo a pochi passi da un’ipotetica ‘ora x’ che ci riporterà alla situazione di prima”. Il commissario straordinario Domenico Arcuri, durante una conferenza stampa dalla sede della Protezione Civile, rinnova l’appello al rigido rispetto delle misure di contenimento del coronavirus: “Nulla di più sbagliato di pensare a un liberi tutti”, ha dichiarato, “non commettiamo errori proprio ora. Abbiamo alle spalle settimane molto difficili, ma nessun insensato ottimismo”.

Arcuri ha fatto il punto sulle forniture di dispositivi di protezione, dicendo che “il peggio è ormai alle spalle” e ha denunciato le speculazioni sul prezzo delle mascherine: “Una mascherina chirurgica non può essere rivenduta ad un prezzo dieci volte superiore del suo costo. Questa non è libertà di mercato ma speculazione insopportabile”. Sull’obbligatorietà del loro uso, il commissario ha ribadito che la decisione non è di sua competenza. 

Se le Regioni - per il quale auspica “omogeneità di comportamento su tutto il territorio” - vorranno istituire l’obbligatorietà, “dovranno procurarsele da sole”, per il momento. “Credo che per molto tempo molti di noi, se non tutti, dovremo abituarci ad utilizzare le mascherine”. Il commissario ricorda che, nella fase 2, “i cittadini dovranno essere dotati non delle FFP2 e delle FFP3 ma di altre tipologie”.

Per quanto riguarda la distribuzione delle mascherine sul territorio nazionale, “oggi ne abbiamo distribuite 4,8 milioni alle regioni italiane. Negli ultimi sette giorni sono state 20,8 milioni e nei precedenti erano state 20,5 milioni”. In generale, Arcuri ha detto che “ci stiamo stabilizzando su una distribuzione sufficiente. Con gli accordi firmati negli ultimi giorni, al netto di quanto già distribuito, abbiamo una disponibilità aggiuntiva nelle prossime settimane di 650 milioni di mascherine”. 

 

Secondo il commissario, le tante persone decedute a causa del coronavirus devono essere un monito per continuare a rispettare le misure anti-covid durante le feste: “Nei prossimi giorni che ci separano dalla Pasqua non dimenticate mai che 16.523 vite umane sono state già sacrificate al nuovo coronavirus. I dati ci dicono che le severe misure attuate stanno avendo effetto ma al più siamo all’inizio di un nuovo lungo periodo in cui bisognerà rispettare rigorosamente le misure di distanziamento sociale” Per questo, “vi supplico di non commettere errori nei giorni di Pasqua che saranno fondamentali. Vi ricordo che le impietose simulazioni ci segnalano il pericolo reale di ciò che succederebbe se entrassimo senza rigore nel periodo 2 della gestione del contagio”. Non ci sono dubbi sulla fine dell’emergenza, secondo lui: “Gli scienziati hanno ripetuto che non c’è alcun dubbio sull’esito della battaglia: noi umani siamo molto più forti di questo virus. Ma fatico a gioire, ci sono ancora tanti decessi, la cruda realtà è più dura di algoritmi e simulazioni”.

Arcuri ha spiegato quali sono le linee guida per quanto riguarda il rifornimento di attrezzature mediche tra Nord e Sud: “Terapie intensive meno sotto stress da qualche giorno e numero ricoveri che inizia a decrescere non modificano il nostro piano di implementazione, specie verso le regioni del sud. Abbiamo privilegiato le regioni del centro nord, travolte da uno tsunami imprevedibile per tutti, ma non dobbiamo costruire l’ennesima disuguaglianza in infrastrutture e dotazioni tra Sud e Nord del Paese. Per una volta pensiamo a come sarà il nostro Paese quando il coronavirus sarà alle spalle”.

 

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