Ardea, il tragico racconto della madre dei due bimbi uccisi

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Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse
Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse

Non si dà pace Carol Fusinato, la mamma di Daniel e David che sono stati uccisi domenica ad Ardea da Andrea Pignani. Un dolore immenso per la donna, che intervistata dal Corriere della Sera ha raccontato i momenti successivi agli spari.

"Non era il rumore dei petardi che si sente ogni tanto - dice - e neanche quello degli spari ai cinghiali. Sono arrivata lì ed erano in una pozza di sangue" il racconto della donna. Pignani, ingegnere informatico 34enne ormai disoccupato, domenica mattina era uscito di casa con felpa, guanti, uno zainetto sulle spalle e la pistola in pugno e incontrati i due piccoli al parco ha sparato a bruciapelo uccidendo David e Daniel e Salvatore Ranieri, un pensionato 74enne che passava in bicicletta.

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Carol Fusinato ha sottolineato: "Avevamo scelto questa villa per il loro bene, per permettergli di vivere al meglio la famiglia anche con il padre ai domiciliari. Il giardino, i viali tranquilli, il campo vicino per giocare. La possibilità di avere la nonna qui a fianco a darci una mano".

Tante, troppe domande per la donna: "Come è possibile che quell'uomo girasse armato e io ho dovuto chiedere il permesso per stare vicino ai miei figli? Ci sono voluti 40 minuti per vedere arrivare l'ambulanza, chi mi dice che i miei figli non si potevano salvare?". Da parte sua l'Ares ha precisato che "la prima telefonata al 112 è delle ore 10:57 e 32 secondi, che immediatamente è stata trasferita ai carabinieri perché erano segnalati spari, e al 118. Ci siamo allertati inviando subito la prima ambulanza con medico a bordo, che è giunta sul posto".

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Pignani, rientrato in casa, si è poi suicidato. La madre Rita Rossetti, ha raccontato agli inquirenti: "Andrea soffriva di manie di persecuzione. Si sentiva osservato, seguito. Era convinto che tutto il mondo ce l'avesse con lui, compresi noi genitori e la sorella. Diceva che ci eravamo tutti coalizzati contro di lui, anche i colleghi dell'ufficio di consulenza in cui lavorava". Ancora ignoti i motivi del gesto, ma nel maggio 2020 l'ingegnere informatico era stato segnalato come "paziente urgente-differibile che necessita di un trattamento non immediato" per aver minacciato la madre con un coltello.

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