Ardita (Csm): rivolte carceri frutto di atavica disattenzione

Gca

Roma, 17 giu. (askanews) - "Quello che accaduto nelle carceri negli ultimi mesi non accaduto per caso, ma il punto di caduta di disattenzione di anni. Perch sono avvenuti bisogna chiedersi. Anche se 50mila detenuti non hanno voluto partecipare alla rivolta. Questi i punti su cui interrogarsi". Lo ha detto il consigliere togato del Csm, gi direttore generale dell'ufficio detenuti e responsabile dell'attuazione del regime 41 bis del Dap, Sebastiano Ardita, nel corso della sua audizione in Commissione Parlamentare Antimafia.

"Se si guardano i dati degli eventi critici vediamo che alcuni eventi critici, subiscono una moltiplicazione. Per esempio le aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria dal 2010 al 2019 crescono notevolmente anche i rinvenimenti di coltello passano da 37 a 200, e le infrazioni disciplinari passano da 579 a 2358 nel 2019". "Questo stato - ha detto Ardita - fotografa il clima all'interno del carcere. Come possibile che non ci sia comunicazione pubblica di questi dati? Prima stavano su internet e ora li abbiamo dovuti chiedere" ha detto. Secondo il consigliere togato Csm questi dati sono la "fotografia di una realt fuori controllo, come che chi sta al comando non lo vede?" si chiesto evidenziando che "non un problema di sicurezza, ma di qualit della vita dei detenuti in carcere. Se ci sono reati chi subisce i danni maggiori sono proprio i reclusi".

Poi Ardita ha evidenziato i dati relativi agli "atti di autolesionismo che da 5600 del 2010 passano a 11600. Questo significa che in carcere si sta male, e si cerca il gesto eclatante". E ancora, secondo Ardita "il mancato o ritardato rientro in carcere di coloro che hanno tutto l'interesse a non violare le norme, passano da 156 a 657 che non vogliono rientrare in carcere. Evidente che c' un disagio. Non viene controllata la realt".