Ardita e Di Matteo: nomina Loreto segnale attenzione contrasto mafie

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Roma, 18 dic. (askanews) - Nel formulare il proprio intervento a sostegno di Annamaria Loreto, mettendo in luce la sua esperienza antimafia, i consiglieri togati Sebastiano Ardita e Nino Di Matteo hanno invitato a non minimizzare il fenomeno mafioso al Nord, rilevando come la città di Torino sia stata già negli Anni 80 la capitale della mafia importata dai catanesi. "Si tratta dell'unica città del Nord in cui la mafia ha ucciso un procuratore ricordando che proprio dai magistrati di Torino già il 1 dicembre 1984 era partito il blitz che portò all'arresto di centinaia di mafiosi e di tre magistrati, del direttore del carcere e del comandante dei carabinieri del capoluogo etneo, ha detto Ardita.

Per Di Matteo "la nomina di un magistrato che si è occupato per più di 12 anni di indagini e processi di criminalità organizzata è molto importante perché rappresenta una vera e propria memoria storica dei fenomeni mafiosi sul territorio di Torino che da anni rientra nel progetto di espansione di Cosa Nostra e dell'Ndrangheta".

Secondo Di Matteo "Loreto sarà un punto di riferimento importante per tutti i colleghi e le forze di polizia impegnati sul campo. L'efficacia delle azioni di contrasto delle mafie, infatti, passa necessariamente dalla valorizzazione di quei colleghi che, come Loreto, hanno concentrato gran parte del loro impegno professionale sulle indagini e i dibattimenti di mafia".

"La sua nomina è un bel segnale, della doverosa attenzione del Csm per il contrasto giudiziario alle mafie", hanno sottolineato Ardita e Di Matteo.