Ardita: per riforma Csm s a sistema misto elezione-sorteggio

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Roma, 24 giu. (askanews) - "Il progetto di riforma del Consiglio Superiore della Magistratura aveva due obiettivi: separare politica e giustizia e dare una nuova legge elettorale del Csm per eliminare o ridurre il peso delle correnti. Apprendiamo adesso che sembrerebbe essere venuto meno uno dei presupposti, cio impedire che chi fa politica attiva entri direttamente nel Csm e questo sembra non corrispondere a quelli che erano gli obiettivi iniziali. Riguardo invece al secondo problema, il progetto di riforma potrebbe finire per rafforzare le correnti". Lo ha detto il togato di A&I, Sebastiano Ardita, intervistato da SkyTG24.

Il presidente della Prima Commissione del Csm, ha spiegato che l'ipotesi di "pensare a collegi piccoli, territoriali, con un sistema uninominale e con possibilit di ballottaggio rafforza le reti territoriali che sono la struttura portante delle correnti".

Secondo Ardita occorre "una volta tanto azzerare questa situazione", e pensare a "un sistema misto di elezioni e sorteggio, quello che chiede la gran parte dei magistrati che non sono iscritti alle correnti" e che "consentirebbe di ridurre questo potere e mettere alle corde i sistemi clientelari". In questo modo, "attraverso la possibilit di elezione dei sorteggiati, si sceglierebbero i migliori", ha aggiunto.