Area C bocciata, ma le tasse sul traffico servono?

Accesso libero nella Cerchia dei Bastioni. Da giovedì mattina l’Area C è sospesa e le auto possono entrare senza limitazioni in centro a Milano. Il provvedimento, introdotto dalla giunta Pisapia lo scorso 16 gennaio, è stato bloccato da un’ordinanza del Consiglio di Stato che, a seguito del ricorso di una società di parcheggi, ha deciso di sospendere il provvedimento. Almeno fino a quando non verrà emessa la sentenza che deciderà nel merito se l’Area C dovrà essere definitivamente cancellata o riattivata. Sui tempi non c’è, però, nessuna certezza. E intanto si torna a parlare della validità del tanto discusso provvedimento anti traffico, con i primi bilanci sui risultati ottenuti a sei mesi dall’entrata in vigore.

L’Area C è di fatto un vero e proprio pedaggio di 5 euro che gli automobilisti hanno finora pagato per ogni ingresso nel centro cittadino, all’interno della Cerchia dei Bastioni. Un provvedimento che ha sostituito l’Ecopass voluto dalla precedente amministrazione Moratti, e che si ispira alla congestion charge londinese con due obiettivi: rendere più vivibile la città facendo diminuire il traffico e l’inquinamento, ma anche accumulare risorse da investire nel servizio di trasporto pubblico con un occhio di riguardo verso una mobilità più sostenibile. Le prime stime sugli incassi dell’Area C, a regime, ipotizzavano un gettito da 30 milioni di euro all’anno per casse di Palazzo Marino. Al di là delle polemiche che la nuova tassa sul traffico aveva scatenato tra residenti e commercianti, la possibilità di far pagare un pedaggio a tutti i veicoli, senza distinzione di livello di inquinamento (come, invece avveniva con Ecopass) era stata votata dai milanesi con un referendum. E dando un’occhiata ai dati sul primo bilancio economico di Area C - basato sui primi sei mesi e su una proiezione per i rimanenti del 2012 - si evince che per l’anno in corso gli introiti saranno di circa 23 milioni e 500mila euro, di cui quasi 11 milioni e 200mila euro di competenza al 30 giugno 2012. Quasi sette milioni in meno rispetto a quanto previsto. “Area C ha ridotto il traffico in centro e in tutta la città, come dimostrato sia dagli studi di Amat sia dal recente dato dell’Osservatorio TomTom”, ha commentato l’assessore alla Mobilità, Ambiente, Arredo urbano e Verde Pierfrancesco Maran. “Tutte le risorse derivanti da Area C, non un euro di meno, si stanno reinvestendo nel potenziamento del trasporto pubblico, garantendo più corse di metro e bus, e incentivando la mobilità sostenibile. Se alla fine della sperimentazione il Consiglio comunale confermerà Area C, si creeranno le condizioni per una vera svolta sostenibile di Milano”. Ovviamente questo prima che il Consiglio di Stato sospendesse il provvedimento ma per l’assessore “Area C in sei mesi ha ridotto il traffico del 34% nel centro città. Oggi registriamo con rispetto ma anche preoccupazione che in un’aula giudiziaria è stato ipotizzato il danno subito da un parcheggio privato e questo blocca un provvedimento utile a tutti i milanesi”.

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Continuando ad analizzare i dati forniti dal Comune di Milano, salta all’occhio il calo degli ingressi di tutte le classi veicolari, in particolare per le auto non appartenenti a nessuna categoria specifica (-53%). Solo nel mese di giugno si sono registrati 88mila e 556 ingressi in media. Aumentano, invece, gli ingressi occasionali nell’area: il 44,2% dei veicoli, infatti, è entrato un solo giorno su 113 nella Ztl (zona a traffico limitato) della Cerchia dei Bastioni; circa il 75% è entrato per non più di 5 giorni. Minor traffico veicolare e più trasporto pubblico. Dal 16 gennaio le principali 12 linee di superficie sono state potenziate dell’8,2%, si tratta di circa 40 corse in più al giorno nella fascia oraria mattutina e 51 in più nel pomeriggio. Da inizio anno, inoltre, è partito il servizio notturno con 15 linee che il venerdì e il sabato notte garantiscono il trasporto. Potenziata la rete metropolitana e i relativi parcheggi (come quello di interscambio di Comasina) e più biciclette con la seconda fase di sviluppo del bike sharing che, secondo l’amministrazione comunale, entro fine anno dovrebbe garantire 200 stazioni a fronte di un investimento da 3 milioni di euro.

Sul bilancio, però, pesano le oltre 5mila contravvenzioni giornaliere di automobilisti che superano i varchi senza pagare il relativo ticket. Un totale di 450mila contravvenzioni elevate da gennaio a giugno, come ha riportato il Corriere della Sera in un articolo di qualche giorno fa. Certo, qualche milanese si è visto recapitare a casa un verbale perché ha pagato dopo i termini consentiti (ossia 24 ore), perché fino al 17 marzo era consentito. Insomma, gli incassi dell’Area C, dopo sei mesi, sembrano essere inferiori a quanto sperava Palazzo Marino. Imitare Londra, in buona sostanza, non è affatto facile. La capitale inglese ha adottato la congestion charge già nel lontano 2003. La tassa giornaliera da pagare per entrare in centro ammonta a 10 sterline, pari a poco meno di 12 euro. I residenti possono contare su di uno sconto del 90%, contro i 40 ingrassi gratis previsti a Milano. Il traffico è diminuito, e il numero di coloro che utilizzano i mezzi pubblici è aumentato del 9%. L’impatto sull’inquinamento sulle sponde del Tamigi è motivo di discussione: alcuni ricercatori parlano di un calo degli inquinanti pari al 15%, altri non rilevano nessun miglioramento da quando è attiva la congestion charge.

E tornando sotto la Madonnina, in attesa di capire quale sarà il futuro dell’Area C, diminuisce il Black Carbon nella Cerchia dei Bastioni. I dati diffusi dal Comune e da Amat (Agenzia mobilità ambiente e territorio) al termine della terza campagna di monitoraggio, confermano il calo di questo inquinante nel particolato atmosferico (-40%). Inoltre, in collaborazione con un gruppo di ricercatori dell’Università del Wisconsin, Amat e Simg (Società italiana di medicina generale) è stato rilevato che il differenziale di Black Carbon presente nell’aria cittadina in una domenica con il blocco del traffico e una a traffico normale. Sempre secondo il Comune “il differenziale misurato è stato pari al 78%, facendo una media nelle due postazioni in via Sforza e piazzale Maciachini”.

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