"Mi chiamavano pecora, dicevano che puzzavo. Per tutti erano battute, io le prendevo sul serio"

Adalgisa Marrocco
·Contributor HuffPost Italia
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(Photo: Alessandra Benedetti - Corbis via Getty Images)
(Photo: Alessandra Benedetti - Corbis via Getty Images)

“Alle medie non ero certo tra le ragazzine più carine. I compagni mi prendevano in giro per il naso o perché non avevo tanti vestiti. Per gli altri erano battute ma io le prendevo sul serio, mi pesavano”. A confessarlo sulle pagine del Corriere della Sera è Arisa, che proprio nei giorni scorsi aveva lanciato via Instagram un messaggio improntato all’autoaccettazione e alla body-positivity.

Le difficoltà nel rapporto con l’aspetto fisico, rivela la cantante, richiamano alla mente alcuni episodi del passato. Arisa ha confessato di essere stata vittima di bullismo:

“Abitavo in campagna, mio padre ha sempre avuto gli animali e capitava che portasse a pascolare le pecore vicino alla strada dove passava l’autobus con i miei ‘amici’. Che hanno iniziato a chiamarmi pecora, a dirmi che puzzavo”.

La cantante ha proseguito il racconto citando altri episodi:

“Una volta hanno imbrattato il bagno dell’istituto con insulti alla maestra, firmandoli con il mio nome. Mi hanno sospesa per tre giorni: tutti sapevano che non ero stata io”.

La cantante ha poi parlato del rapporto con la medicina estetica:

“Passavo il tempo a guardarmi allo specchio. Vedermi più bella pensavo fosse il modo per riempire dei vuoti, così ci sono cascata: ho iniziato a fare delle punturine, mi sono lasciata prendere. Vedevo un sacco di chirurghi che mi dicevano: è proprio sicura?” [...] “Poi [...] ho capito che il nostro corpo dovrebbe essere l’espressione di chi siamo: non ha senso fingere”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.