Armando Siri, nuovi guai: indagato per autoriciclaggio

Armando Siri, nuovi guai: indagato per autoriciclaggio

Armando Siri torna nell’occhio del ciclone. La Procura di Milano ha aperto un’indagine per autoriciclaggio, dopo il caso di corruzione che vedeva coinvolto l’ex sottosegretario leghista e Paolo Arata, ora si indaga per un prestito ricevuto da una banca di San Marino.

Armando Siri indagato per autoriciclaggio

La Guardia di Finanza sta indagando sul possibile reato di autoriciclaggio commesso dall’ex sottosegretario del Carroccio Armando Siri. Per ora le indagini hanno portato a numerose perquisizioni e interrogatori. Un altro atto rilevante fatto dalla procura è la richiesta alla Camera dei Deputati di poter sequestrare il pc del leghista. Precauzione necessaria essendo Siri un parlamentare. Assieme a lui è stato indagato anche il suo capo segreteria.

In particolare si indaga per due mutui concessi a Siri, ritenuti “anomali”. Per essere più specifici uno dei due prestiti sarebbe stato concesso per l’acquisto di un’intera palazzina a Bresso, in provincia di Milano.

Legalmente parlando, seguendo l’articolo 648 del codice penale: “Commette il delitto di autoriciclaggio chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.

La denuncia della banca

I prestiti in questione, sarebbero rispettivamente di 750mila e 600mila euro. Il primo, ricevuto tra Ottobre 2018 e Gennaio 2019, quindi nel periodo in cui Siri, ricopriva il ruolo di vice-ministro delle Infrastrutture. Il secondo risale ad Aprile 2019, intestato ad un imprenditore molto vicino all’ex sottosegretario.

A denunciare l’anomalo episodio sono stati gli ispettori della Banca Centrale di San Marino e dell’Agenzia-anti riciclaggio. Dopo oltre 7 mesi di verifiche e controlli hanno sentenziato i finanziamenti “contrari ai principi di sana e prudente gestione del credito”.